Joris e la sua Svizzera: «Squadra in continua crescita, il lavoro al Diavolezza ha pagato»

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Maledetti nove centesimi si ripeterà Matteo Joris, altrimenti al terzo posto con lo stesso tempo ci sarebbero stati Daniel Yule e Luca Aerni, non lo svedese Matthias Hargin nel primo slalom di stagione a Levi. Chiudono quarti, con sesto classificato Loic Meillard e decimo Reto Schmidiger al via con il 37. Davvero una prova esaltante quella della compagine svizzera allenata dal coach valdostano, già tecnico della nazionale azzurra giovanile, che dalla Lapponia finlandese ci fa sapere al termine della seconda frazione: «In allenamento stavamo andando forte, non nascondo che mi aspettavo un risultato così brillante. Certo, la cosa positiva sta nel fatto che è stato un ottimo risultato di squadra, siamo stati davvero competitivi a Levi. Peccato solo per non aver fatto doppio podio per pochi centesimi, altrimenti staremo qua a raccontare un trionfo. Segreti? Tanto lavoro, soprattutto efficace e di qualità. Crediamo in questo gruppo e stiamo investendo già da qualche anno su questo team giovane».

Daniel Yule sulla Levi Black ©Agence Zoom

ANCHE VIERIN NELLO STAFF TECNICO – Matteo Joris esalta il lavoro svolto sul ghiacciaio del Diavolezza: «Già prima di Soelden ci siamo allenati al Diavolezza in ottime condizioni e sfruttando diversi pendii. Abbiamo fatto una significativa mole di lavoro, rifinita poi in Svezia a Kabdalis. Il grosso è stato fatto al Diavolezza però. Tornando a oggi, anche Sandro Simonet stava facendo un garone, poi è uscito. E adesso? Gigante, dobbiamo migliorarci e ci concentreremo su allenamenti fra le porte larghe». Un risultato di squadra con staff a trazione italiana insomma, dal momento che fra gli skiman del team elvetico c’è anche Fabio Vierin.

Matteo Joris ©Gabriele Pezzaglia

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