L’austriaca Mirjam Puchner, una delle protagoniste delle gare di velocità di questi ultimi anni, ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica dopo quattordici stagioni in Coppa del Mondo.
La 33enne salisburghese ha comunicato la sua decisione durante una conferenza stampa organizzata questa mattina in Austria, spiegando di aver maturato la scelta dopo un lungo periodo di riflessione. «Dopo molti anni intensi in Coppa del Mondo è arrivato il momento di aprire un nuovo capitolo della mia vita – dice – Per essere competitivi ai massimi livelli bisogna essere pronti ad assumersi il massimo rischio possibile. Nell’ultimo inverno ho però percepito che qualcosa dentro di me era cambiato e che quella disponibilità totale al rischio non era più la stessa degli anni precedenti».
Specialista della discesa e del superG, Puchner aveva debuttato in Coppa del Mondo nel gennaio 2013 a St. Anton am Arlberg. La sua prima vittoria nel massimo circuito arrivò nel 2016 alle finali di St. Moritz, località che un anno più tardi sarebbe stata teatro di uno dei momenti più difficili della sua carriera, con la frattura di tibia e perone che la costrinse a una lunga riabilitazione. Un grave infortunio dal quale riuscì comunque a tornare ai vertici dello sci mondiale.

Durante la carriera ha collezionato nove podi in Coppa del Mondo, comprese due vittorie, disputando complessivamente 178 gare. Tra i risultati più prestigiosi spiccano la medaglia d’argento conquistata nel superG olimpico di Pechino e l’argento iridato a Saalbach, nel 2025.
«Guardo con gratitudine a questo percorso, che mi ha profondamente segnata sia come atleta sia come persona – aggiunge – Le vittorie, i podi nei grandi eventi e la capacità di rialzarmi dopo gli infortuni resteranno esperienze fondamentali che porterò con me nel prossimo capitolo della mia vita».
Parole di grande stima sono arrivate anche da Christian Mitter, direttore sportivo dello sci alpino austriaco. «Con Mirjam Puchner il nostro sport perde non solo un’atleta straordinaria, ma anche una personalità importante. Ha dimostrato per molti anni di appartenere all’élite mondiale delle discipline veloci. La sua decisione è coerente e comprensibile: quando viene meno la totale disponibilità al rischio richiesta dallo sci agonistico, è giusto fare un passo indietro».


