Lara Gut-Behrami ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica, mettendo fine a una carriera straordinaria durata quasi vent’anni e segnata da successi, cadute e rinascite. La campionessa ticinese, 35 anni, non ha più voglia di mettersi in gioco dopo l’ennesimo stop arrivato alla vigilia della scorsa stagione.
La decisione arriva dopo il grave infortunio al ginocchio rimediato in allenamento a Copper Mountain, negli Stati Uniti, che le aveva impedito di inseguire il sogno di concludere la carriera ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.

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Gli esami avevano evidenziato la rottura del legamento crociato anteriore, del collaterale mediale e una lesione al menisco del ginocchio sinistro, costringendola a un lungo stop, a pochi giorni proprio da quella che sarebbe dovuta essere la sua ultima stagione.
Classe 1991, ticinese di Comano, Lara Gut-Behrami ha debuttato in Coppa del Mondo a soli 16 anni, mostrando fin da subito un talento fuori dal comune. Durante la sua carriera è diventata una delle sciatrici più complete e vincenti, capace di imporsi nelle discipline veloci come in gigante.
Piedi e mentalità agonistica, in pista per vincere e spingere oltre i limiti. Una grande atleta che non si è mai risparmiata davanti ai microfoni, dicendo quello che pensava. Ora ha scritto una lettera, indirizzata a RSI: «Penso che nella vita ci sia un momento per tutto, e ora so che non è più il mio momento di mettermi un pettorale e fare delle gare. Sono fortunata e felice di poter scegliere» sono le sue parole di chiusura.

Dopo una vita ad altissimi livelli ha scelto di lasciare. Di lavorare per ritornare sugli sci, ma senza più un pettorale addosso. La fine di un ciclo in Svizzera e una notizia che arriva nel pieno dell’estate, a pochi giorni dalle prime partenze per il Sudamerica.
Ha vinto praticamente tutto. Due coppe del mondo generale, una nel 2016 e una nel 2024, sei coppe di superG, una delle specialità in cui meglio si è espressa. E poi ancora una in gigante.

Molte anche le medaglie, iridate e olimpiche. Due ori a Cortina 2021 in gigante e superG, il titolo olimpico a Pechino, sempre in superG. E poi ancora due bronzi a cinque cerchi (discesa di Sochi 2014 e gigante di Pechino 2022) e altre sette medaglie iridate.
Ha spesso lottato porta a porta con Federica Brignone, la quale ha sempre stimato il carattere e il talento dell’elvetica. Lo sci alpino mondiale saluta una grandissima campionessa, che avrebbe voluto giocarsi ancora una volta un metallo pregiato a Milano Cortina 2026. E che invece ha dovuto salutare nel modo più brutto: distante dalle piste, dopo l’infortunio dello scorso autunno. Un finale amaro, per una carriera gloriosa.


