Una nuova generazione alla direzione dell’Equipe Crammont Mont Blanc, senza però rinunciare all’identità, alla storia e alla tradizione, punti fermi del passato, presente e futuro.
Dopo anni alla guida tecnica del club, Luca Rossi ha infatti deciso di lasciare il ruolo di direttore tecnico. Una scelta maturata per motivi professionali: “Red” dal febbraio del 2024 è stato nominato presidente di Courmayeur Mont-Blanc Funivie, ma negli ultimi mesi le sue mansioni sono aumentate, dopo il pensionamento del direttore generale Danilo Chatrian.
Inevitabile dunque lasciare il club e dedicarsi solo ed esclusivamente alle Funivie. Così a raccogliere il testimone sono stati Alberto Schieppati, l’ex gigantista azzurro che assume il ruolo di direttore tecnico, e Matteo Liore, nuovo direttore sportivo. Una coppia che lavora insieme da anni e che conosce profondamente la struttura.

«Luca ci ha sempre trasmesso un concetto molto chiaro: il Crammont è una famiglia». Un principio che va oltre l’attività agonistica e che si ritrova nell’impegno quotidiano di allenatori ed ex atleti che continuano a ruotare intorno al club».
Nessuna rivoluzione, semplicemente il naturale ricambio generazionale avviato da tempo. Molti allenatori di oggi, fino a qualche anno fa sono stati sciatori dello sci club, cresciuti con la filosofia dello sci club.

Matteo continuerà a seguire i Giovani, mettendo però da parte la gestione di Valgrisenche che invece coinvolgerà maggiormente un altro ex azzurro e anima della società, Matteo Belfrond. Alberto, che è anche istruttore nazionale, sarà una figura trasversale che ruoterà in tutte le categorie e curerà la preparazione alla selezione.
Ma le figure storiche restano eccome in società, a iniziare dal presidentissimo Ottavio Bieller, così come Lorenzo Carrel e Paolo Bal. «Ma siamo certi che anche Luca (Rossi, ndr) continuerà a seguirci dall’esterno, mettendo a disposizione la sua grande esperienza».

Il Crammont è una delle realtà più solide e grandi d’Italia. Ha chiuso tra le migliori società Fisi sia nella graduatoria dello sci alpino, sia in quella assoluta. E c’è la volontà di proseguire su questa strada e di continuare a formare sciatori veloci. Oltre alla performance c’è ovviamente la crescita a tutto tondo dei giovani sportivi, seguiti da uno staff che raggiunge ormai le 35 unità. D’altronde sono oltre 400 gli atleti del Crammont.
Dunque si prosegue a Pré-Saint-Didier, ma la parola d’ordine resta continuità. Continuità nei valori, nell’organizzazione e nella filosofia che hanno permesso al Crammont di diventare una delle realtà dello sci alpino più importanti d’Italia.
«Siamo partiti dalla riorganizzazione dello staff, cercando di mettere al posto giusto ogni allenatore – spiegano Alberto e Matteo – Un tecnico sereno e coinvolto nel modo giusto lavora meglio e trasmette entusiasmo ai ragazzi».


