Federica Brignone in azione in slalom a Santa Caterina FISI/Pentaphoto

Con Angelo Weiss, ex atleta di Coppa del Mondo vincitore di una gara tra i ‘rapid gates’ nel circuito e oggi tecnico che lavora nello staff di Gianluca Rulfi seguendo soprattutto le slalomiste, facciamo il punto della situazione sullo ‘status’ della specialità al femminile in Italia.

PAROLA AD ANGELO –  «In gara – attacca Weiss – facciamo errori pesanti, dovuti non so a cosa, forse alla voglia di ‘strafare’. Se le nostre ragazze vanno bene come in allenamento, nelle prime quindici ci stanno, al massimo prime dieci, il nostro livello è quello, inutile girarci attorno. Le prime cinque sono lontante, se ci arrivassimo sarebbe da ‘stappare’ per la gioia. Nessuna scusa relativa a pista, neve, ecc ecc. Il nostro livello è questo. Il brutto è che per i prossimi 4-5 anni, sinceramente, la vedo buia. Bisogna lavorare sulle atlete dal 1997, come data di nascita, in giù. Però bisogna mettersi lì tutti, seriamente, dal Presidente ai Consiglieri a noi allenatori e fare un progetto per lo slalom femminile, perché i miracoli non esistono».

ALLARME –  «Lo vedo anche sui ghiacciai d’estate – prosegue Angelo -. Noto tanti percorsi da gigante, pochissimi da slalom. E’ più facile mettere giù quattro pali da gigante, poi li lasci lì, fai allenamento e video e il gioco è fatto. Con lo slalom è diverso, i pali si staccano, sono di più rispetto a quelli da gigante, insomma si fa più fatica. Ma se non si inizia…. Se lasci perdere l’atto motorio in slalom da giovane, poi non lo recuperi più. Mi dicono tutti ‘lanciamo’ le giovani, ma non abbiamo atlete che entrano nelle dieci in slalom in Coppa Europa. Ora io dico che si possono lanciare le giovani in Coppa del Mondo se fanno bene nel circuito continentale, altrimenti non ha senso. Devi fare un passo alla volta. Se prendiamo una 17enne che ancora non ha dimostrato niente e la lanciamo dal nulla in Coppa del Mondo, per me la ‘bruciamo’ e basta, non serve a niente. Siamo arrivati a livello zero in slalom e adesso dobbiamo ripartire. Costazza? E’ ovviamente giù di morale, adesso andrà in Coppa Europa per vedere di mettere assieme due manche ben fatte. A Zinal ci sarà anche Michela Azzola, che finalmente torna in gara e che è stata l’ultima italiana giovane a vincere in Coppa Europa. E’ classe 1991, su di lei si può ancora contare, eccome»

OGGI –  «Sulla gara di oggi posso dire che Midali ha fatto il contrario di quello che fa sempre. Solitamente tiene giù il piede e… non arriva mai, ma almeno quei pochi pali che fa, li fa a tutta. Oggi voleva arrivare, ha sciato in trattenuta. Federica Sosio non era male, è uscita in fondo al muretto spigolando e si è fatta anche un po’ male a un ginocchio, adesso effettuerà qualche controllo. Brignone è stata brava per tre/quarti di manche, non era affatto male, poi si è addormentata in fondo. Peccato perché oggi la neve era fantastica, la pista preparata perfettamente e si poteva fare anche con numeri alti. Aggiungo, per chiudere, che le veterane, Moelgg, Costazza, Irene Curtoni sono comunque importanti per le giovani, fanno in ogni caso da traino. Poi certo le ragazze che aspirano ad arrivare in Coppa del Mondo devono anche darsi una scossa da sole».

 

1 COMMENTO

  1. Mi fa piacere leggere le parole di un grande ex atleta ora allenatore,perchè avevo provato a lanciare la discussione sull’argomento “esordio in WC” commentando altro articolo ma,forse complici le vacanze,nessuno ha risposto. In effetti l’idea che avevo espresso era proprio quanto affermato da Angelo.In sintesi evitiamo di portare troppo presto gli atleti in WC,lasciamo che si mettano in evidenza in EC,che scendano di punti,anche senza arrivare ai 6 conseguenti a due vittorie,come capitato a Marta Bassino che è entrata in WC con quel punteggio.Così facendo il pettorale sarà più umano e le chances di qualificarsi per la seconda aumentate in modo esponenziale. Questo ovviamente per le discipline tecniche. Tenendo anche presente l’atteggiamento psicologico del singolo,in quanto c’è chi sicuramente si esalta per la sola e semplice convocazione,ma per contro ci sarà anche chi può deprimersi nel prendere 5-6 secondi ed ancor più quando le condizioni permetterebbero di fare ancora un bel tempo. Opinione personalissima,ovviamente. Condivido pienamente anche il discorso della scarsità di allenamento specifico,vedendo spesso lo slalom relegato a ripiego in condizioni di scarsa visibilità e,conseguentemente,molti ragazzi che avevano dimostrato una propensione anche piuttosto evidente per lo slalom finire per far meglio in gigante. Senza contare che lo slalom è l’aleatorietà per eccellenza,per cui verosimilmente serve ancor più avere Kilometri specifici nelle gambe

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