Ci sono gli sponsor della federazione, ci sono quelli dei singoli atleti. Tecnici e non. La Fis fissa dei paletti: non tanto il numero, quanto gli spazi sulle tute e sulle divise. Poi ogni federazione decide in autonomia e soprattutto decide il ‘rapporto’ tra quelli federali e quelli personali dell’atleta. Quelli federali andranno sulle tute da gara – altrimenti il passo successivo sarebbe quello dei team privati, stile ciclismo per intenderci, e non più come nazioni -, per quelli dell’atleta sarà una scelta di ogni singola federazione. Qualcuna più permissiva, altre meno. In Italia, per esempio, la Fisi lascia uno spazio su casco e cappello e uno, piccolo, sulla divisa da ‘riposo’, chiedendo eventualmente un contributo se la sponsor personale superasse una certa cifra. In Norvegia, ma anche in Svezia, funziona diversamente, con il main sponsor della federazione che deve essere presente anche sul casco in gara. Parliamo della Norvegia perché Henrik Kristoffersen è arrivato a fare causa alla Norge Skiforbund per poter utilizzare il logo del suo sponsor, la Red Bull, anche in gara, sul casco, invece di Telenor che vedete per tutti. La decisione del tribunale di Oslo ha dato ragione alla federazione, ritenendo giusto l’attuale equilibrio dei diritti d’immagine tra atleti e federazione. Ma non è escluso che Kristoffersen continui la sua ‘battaglia’ contro la federazione, i soldi in ballo non sono pochi…

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