Sfida Stati Uniti-Austria? Azzurre con sei atlete

Presentazione della prima discesa di Lake Louise – Vonn da battere. Ma il Wunderteam…

Lindsey Vonn va a caccia della sedicesima vittoria in carriera a Lake Louise (12 in discesa, 3 in superG finora), località nella quale vanta complessivamente 22 podi e dove si sente veramente a casa, per via di quei lunghi curvoni da tirare in velocità che tanto le piacciono. Niente ‘S’ a gomito su ripido e neve ghiacciata, forse l’unica situazione che può patire un pochino, come si è visto sulla ‘Raptor’ di Beaver Creek e soprattutto a Bad Kleinkirchheim. Altra storia.

FAVORITE – A Lake Louise è pronta a fare tripletta in tre giorni, discesa-discesa-superG, come già accaduto nel 2011 e nel 2012. Ma se in libera a meno di clamorosi errori dovrebbe effettivamente finire così, cioè con lei sul gradino più alto del podio, in superG la concorrenza (leggi Weirather, Gut, Huetter, Rebensburg, ma anche le azzurre) è tosta e le renderà sicuramente l’impresa più difficile. Si profila una sfida Stati Uniti-Austria in libera, ricordando nel primo caso la tripletta di un anno fa Vonn-Cook-Mancuso in gara 2, e nell’altro il dominio nelle prove di questi giorni, con atlete diverse. E poi l’Austria non ha ancora vinto in Coppa con le donne (nemmeno con gli uomini a dire il vero…) dopo quattro gare. Troppo, per il Wunderteam.

Wanna come inspect the course with me? #letsgo
Posted by Tina Weirather on Giovedì 3 dicembre 2015

 

CONDIZIONI – A Lake Louise non c’è la consueta temperatura ‘polare’, – 20° o anche peggio. La neve è meno ‘aggressiva’ del solito e soprattutto la pista è stata un po’ movimentata, soprattutto nella parte alta, ma non solo, con l’inserimento di dossetti, onde, salti più lunghi, in alcuni casi anche in curva. Morale, leggermente più difficile. Detto questo, se Lindsey Vonn non vincesse due discese su due, resteremmo molto sorpresi. Anche se l’Austria c’è ed è pronta a schierare la sua armata fatta di atlete molto scorrevoli, perfette per questo tipo di tracciato.

LAKE LOUISE – Lake Louise è dislocata, come Calgary, che ospitò i Giochi Olimpici del 1988, in Canada, nello stato dell’Alberta, all’interno del Banff National Park. Situata nelle vicinanze dell’omonimo lago, che prende il nome dalla principessa Louise Caroline Alberta, Lake Louise dista 180 km proprio da Calgary. Il villaggio si trova a un’altitudine di 1534 metri, mentre le zone circostanti superano abbondantemente i 2000. Nei suoi dintorni sono posizionate alcune delle più belle e significative cime delle Montagne Rocciose Canadesi, come il Monte Niblock, il Monte Whyte e il Monte Temple.

STORIA – Nel 1989 il Circo Rosa si trasferì per la prima volta a Lake Louise per due discese in due giorni che furono caratterizzate dallo stesso identico risultato per quanto riguarda il podio. Ma è dal 1994 che la località canadese fa parte della Coppa del Mondo femminile in modo permanente, molto spesso con due discese i primi due giorni e poi il superG per chiudere il weekend, per un totale di 41 discese e 21 superG finora disputati. Dietro Kildow-Vonn, come numero di successi c’è Katja Seizinger con 6, quindi Renate Götschl con 5 mentre alle spalle della statunitense, in discesa, c’è Isolde Kostner con 4. L’Italia con le donne può vantare altri tre successi: in superG Karen Putzer nel 2002, Elena Fanchini in discesa nel 2005 e Nadia Fanchini in superG nel 2008.

ITALIA – In contumacia di Daniela Merighetti, sfortunatissima protagonista della prima prova cronometrata, le azzurre, orfane di Sofia Goggia e Karoline Pichler, rientrate in Italia (del resto i posti a disposizione per la discesa sono sette) schiererà sei atlete, tutte in grado teoricamente di fare bene: Johanna Schnarf, Verena Stuffer, entrambe in forma fin dalle gare FIS di Copper Mountain, Elena e Nadia Fanchini, vincitrici in passato su questa pista anche se in due discipline diverse, Francesca Marsaglia, discreta nella prima prova, ed Elena Curtoni, sorprendentemente a suo agio sul ‘nuovo’ tracciato di Lake Louise nel secondo training.

LA PISTA – Il nome del tracciato è (completo) ‘Men’s Olympic Downhill – east summit’. Non è particolarmente difficile, anche se solitamente si va abbastanza veloci e la temperature spesso toccano almeno i 20° sotto lo zero (non quest’anno), il che rende la gara sempre e comunque complicata. Si parte con 30” di piano, a parte i metri iniziali di ripido post-cancelletto, per poi iniziare una parte di curvoni da superG molto ampi, prima del salto sull’Olympic Crossing, che precede il punto più tecnico, il Coaches’ corner, curva verso destra, con picchiata successiva nel muro, Fall Away, dove si può raggiungere anche una velocità di 130KM/h. Fondamentale uscire con grande velocità dalla mezza curva post muro, appunto, per la parte finale, un po’ mossa, che prevede un ultimo salto e poi molto piano ancora, per un totale di circa 2′ di gara. Quest’anno è più mossa del solito, si è detto, vedremo come reagiranno le atlete in gara a una novità che qualuna ha mostrato di gradire meno nel corso della prima prova cronometrata.

METEO – Parzialmente nuvoloso le previsioni per venerdì e sabato. Sole velato da qualche nuvola domenica. Saranno corrette?

ORARI E TV – Prima discesa libera questa sera alle 20.45 italiane, dirette su Raisport1 ed Eurosport 1, con studio pre-gare in un caso, e collegamento alle 20.30, come sempre un quarto d’ora prima, nell’altro.

Domani si ricomincia,le prove di discesa non sono andate bene….parola d ordine svegliarsi e tirar fuori la grinta ????? Posted by Elena Fanchini on Giovedì 3 dicembre 2015

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