L'arrivo della Compagnoni a Santa ©Agence Zoom

Businnes, assicurazioni, soldi, fanno girare il mondo. E così anche per la Coppa del Mondo. Spiace però che con tre giorni a disposizione si sia dovuto per forza sacrificare la discesa libera a favore della combinata. Quella di Santa Caterina è una discesa molto particolare, difficile, buia, estrema, ma molto spettacolare. Poi sarebbe stata la sua ultima volta, visto che dal prossimo anno si tornerà a Bormio. Si sapeva dell’arrivo del vento, le previsioni meteo sono state precise al minuto, si sarebbero potute invertire le date, ma come detto le assicurazioni, i tempi televisivi ormai programmati, il businnes non l’hanno permesso.

UNA COMBI POCO SPETTACOLARE – Peccato, la combinata non è stata un gran spettacolo, si è risolta con il duello Alexis Pinturault contro Marcel Hirscher sia in superG che in slalom, con ben poco d’altro da rimarcare. Non credo proprio che la decisione ultima sia stata della FIS, era l’ormai ex Gunter Huiara a difenderla fin troppo, credo invece che sia stato solo un problema di soldi, nell’immediato sarà convenuto così, ma continuando a penalizzare lo spettacolo e gli spettatori non credo che, alla lunga, il gioco varrà la candela. Dal momento che sono in argomento vorrei soffermarmi sulla gara femminile di Semmering, non tanto sulle condizioni meteo con annessa polemica gara si gara no, ma sulla sicurezza. È stato bruttissimo vedere la gestione dell’infortunio della francese Tania Barioz, prima lasciata a bordo pista mentre le altre concorrenti continuavano a scenderle vicino, poi trasportata a valle a ‘dorso di allenatore’. Si potrebbe dire risibile se non si parlasse di sicurezza, che in uno sport già così ricco di infortuni andrebbe sempre messa dinnanzi a tutto.

WALDNER SI, SKAARDAL NO – Stimo Marcus Waldner che ha ben sostituito Gunter Huiara fra i maschi, non era compito facile, stimo meno Atle Skaardal sempre un po’ amorfo e indeciso e si vedono le differenze fra i due rispettivi settori. Come ultima battuta sull’argomento: avrei voluto vedere il Presidente Austriaco Peter Schrocksnadel a Santa Caterina anziché a Semmering, le scelte della Fis sarebbero state le stesse?

SFORTUNA INNERHOFER – Parlando ora delle gare bravo al nostro Dominik Paris al secondo podio stagionale in SuperG. Sempre giganti Kjetil Jasrud che domina il superG, con il suo scudiero Aleksander Aamodt Kilde terzo in combi e quarto in super e i soliti marziani Alexis Pinturault e Marcel Hirscher che non smettono di stupire in qualsiasi disciplina si cimentino. Senza le due uscite di Pinturault a Val d’Isere la Coppa del Mondo generale sarebbe affascinante. Voglio sottolineare anche il ritorno sul secondo gradino del podio dopo un’operazione alla schiena dell’austriaco Hannes Reichelt, un bravo e simpaticissimo ragazzo, forse il discesista più tecnico di tutti, che con la fiducia riconquistata e le difficili gare di gennaio sarà un brutto cliente per gli avversari. Non bene gli italiani: Peter Fill mi sembra spento, spero non paghi un’estate di obbligatorie comparsate dopo la storica Coppa di discesa. Mattia Casse sempre molto confusionario. Sfortunatissimo Christof Innerhofer che a Santa ne combina sempre una, lo scorso anno litigando con un palo che però lo ha reso famoso nel mondo, quest’anno grandissimo favorito di una discesa poi non disputata e caduto rovinosamente in combinata, speriamo senza gravi conseguenze. Degli altri da segnalare solo il buon diciassettesimo posto di Luca De Aliprandini in superG, un po’ poco.

LA GESTIONE DI PARIS – Desidero soffermarmi ancora su Dominik Paris. Buoni i suoi due podi in Val d’Isere e qui a Santa Caterina, ottenuti entrambi in superG dove per ora sembra molto più a suo agio rispetto alla discesa. Buoni ma non certo ottimi, il distacco è in entrambi i casi alto e non ha mai dimostrato di poter insidiare davvero i norvegesi per la vittoria. La vittoria è questo che io mi aspetto da Domme, sia in discesa che in superG, sia sul facile che sul tecnico, sul duro e sul molle! Ha un talento enorme e può e deve diventare il discesista italiano più forte di tutti i tempi. Per raggiungere questo obiettivo però va’ aiutato e supportato, invece lo vedo troppo solo. Solo a sviluppare, per esempio, lo sci da discesa visto che non ci sono altri atleti della sua stessa marca di sci ed è per lui difficile anche solo farli girare. Perché la Federazione ha risolto egual problema (anche a costo di discussioni con il Pool) a Peter Fill e non ha fatto nulla per Domme? Perchè non sempre Paris è considerato nelle scelte da effettuare? Forse perché è troppo buono, perché non parla benissimo l’italiano, perché non è proprio un figurino, o forse perchè non porta nelle casse federali sponsorizzazioni milionarie come Innerhofer? Nessuno in specialità dove occorre tanta esperienza come nelle discipline veloci ha già ottenuto tanto come Domme, nel futuro, ma già domani dovrà prendere il posto di Aksel Svindal nelle graduatorie internazionali, portarci medaglie Olimpiche e Mondiali. Essendo il fiore più prezioso del nostro giardino va’ accudito con estrema e amorevole cura.

 

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