Abbiamo incontrato l'ex presidente FISi a Milano

Milano. Pasticceria Taveggia, nel cuore che pulsa della metropoli lombarda. Metti una colazione con Giovanni Morzenti, ex presidente della Federazione Italiana Sport Invernali. Si pone e si atteggia come sempre. Non fa una piega Gianni. Cordiale, ‘alla mano’, un po’ guascone. Sorseggia un ristretto e assaggia un pasticcino nella nobile saletta interna. Di fianco a noi qualche professionista che legge rigorosamente Sole 24 Ore e Corriere della Sera, ai tavoli dietro signore della ‘Milano bene’ che pianificano lo shopping mattutino.

DISTACCATO – -Gianni parla chiaro, lo ha sempre fatto e non ha cambiato atteggiamento: «Sono un po’ fuori dai giochi della FISI, ma osservo in maniera distaccata l’evoluzione di quello che sta succedendo. Mi sono chiamato fuori, anche se sono in contatto con alcuni amici». Ci sono le elezioni sabato 12 a Bologna, Morzenti scuote la testa: «Ma come si fa a fare le elezioni con la stagione appena conclusa, anzi con ancora gare in calendario? Mi sembra un’assurdità, o forse mi sembra un calcolo fatto appositamente per affossare il dialogo, il confronto, il dibattito». La parola che ripete in continuazione è ‘comunicazione’.

ZERO COMUNICAZIONE – Beve un bicchier d’acqua minerale, sospira, sorride, afferma: «Mi sembra che in federazione non ci sia comunicazione. Non c’è in nessun campo. I vertici non comunicano con la base, la presidenza con i consiglieri, i vertici non parlano con le realtà regionali. Non lo dico solo io, mi limito a registrare quello che sento e quello che la base ha percepito in questo biennio». Non cita mai Flavio Roda, ma è l’attuale presidente ad essere nel mirino. Non lo cita, ma quando siamo noi a citarlo lo etichetta così: «Roda? Irriconoscente». Prosegue: «Ci sono le elezioni, spero che il prossimo presidente torni a mettere in primo piano la ricerca. Avevamo fatto un progetto serio, corposo, all’avanguardia. Purtroppo è stato smantellato tutto».

SPONSOR DI NESSUNO, MA MAROCCO…Roda, Marocco o Di Centa? «La partita non mi entusiasma, ma devo dire che la figura di Pietro Marocco è oggettivamente quella di un serio professionista, di una persona capace. Non conoscerà l’alto livello, probabile, ma da presidente AOC ha avuto modo di conoscere bene i problemi della base. Ma  ripeto, non voglio essere sponsor di nessuno e assisto…».

BORTOLUZZI E RAVETTO – Poi una tirata d’orecchie al fedelissimo Roberto Bortoluzzi, presidente del Comitato Veneto: «Ma che strano, Roberto per due anni ha attaccato Roda e adesso ha cambiato idea…». Ci salutiamo, ci diamo appuntamento per il dopo elezioni, ma l’ultimissima battuta è per il direttore tecnico Claudio Ravetto: «Non porto rancore con nessuno. Claudio è un grande tecnico, lo dicono i risultati. Certo che ha un bel caratterino…vabbè, dai che lo inviterò nuovamente a pescare…».