Markus Waldner ©www.fis-ski.com

Markus Waldner ha il suo bel da fare. Prima sistemare il calendario, poi partire per le ispezioni. La combinata sembrava sparita, invece nel congresso della Fis a Dubrovnik è riapparsa e dunque bisognava trovare almeno tre tappe per assegnare la coppa di specialità, poi c’è il debutto della Cina, il Giappone. Insomma se gli atleti chiedevano meno gare (e meno trasferte) se ne ritrovano 46 nell’inverno 2019-2020 (e tanti km in più).

«La prossima sarà una stagione solo di Coppa del Mondo: ogni quattro anni si ‘muove’ (per esempio Campiglio sarà l’8 gennaio e non il classico 22 dicembre, con il gigante della Badia a ridosso di Natale), ma la scelta della Fis di mantenere la combinata ci ha costretto a cambiare i piani, visto che sembrava essere destinata a scomparire. Saranno tre: ci sarà Bormio, e mi dispiace aver perso il solo superG, Wengen e Hinterstoder. Wengen a parte, dove è impossibile tracciare un superG, abbiamo deciso che saranno solo superG anche per evitare le prove agli atleti. La gara veloce sarà la prima manche, a meno che non ci siano condizioni meteo particolari, mentre lo slalom la seconda. La novità sarà quella che il ranking della prima prova sarà la startlist della seconda: insomma chi è primo nel superG parte per primo in slalom».

Altre novità?
«Nel parallelo tutti faranno la qualifica e solo i primi sedici la finale. L’altra scelta è quella che si gareggerà due volte a run, una sul tracciato rosso e l’altra sul blu. I tempi saranno più lunghi rispetto al passato, c’è un problema per le televisioni con i break troppo lunghi, vedremo se coprire i ‘buchi’ con le finali dal quinto all’ottavo posto».

La Cina?
«Sono stato due volte e ci tornerò a settembre: è un cantiere aperto, visto che è una stazione nata da nulla per i Giochi. Adesso è periodo di monsoni, ma ci hanno assicurato che a inizio novembre una buona parte dei lavori sarà completata. La pista la definirei una ‘bestia nera’: dislivello di 1000 metri, sconnessa, con traversi e pendenze. I problemi? La montagna di Yanqing, è esposta al vento e, non ci crederete, ma non nevica mai. Per noi non è un problema, visto che fa sempre molto freddo e gli organizzatori hanno firmato un contratto con TechnoAlpin per l’innevamento artificiale, ma non riesco a immaginare un futuro della stazione con condizioni simili. E con una pista simile, non certo adatta a principianti. Magari farà la fine della pista coreana di Sofia Goggia che adesso è tornata una foresta…».

A livello organizzativo?
«Non hanno mai organizzato una gara di Coppa del Mondo e mai una discesa, solo qualche slalom e gigante nel coppa asiatica. Stiamo organizzando con loro per portare dall’Europa le persone per assicurare la gara, dai gattisti a medici e soccorritori che siano in grado di muoversi su una montagna del genere. Un po’ come è successo in Corea.
Arriveremo un po’ all’ultimo minuto per questi test, ma sono comunque fiducioso».

Sulle finali di Cortina sei più tranquillo?
«Direi proprio di sì! In settimana farò un nuovo sopralluogo, ma anche se ci sono state sempre gare femminili non vedo problemi. Sono stato ai campionati italiani, con qualche piccola modifica la pista Vertigine va benissimo. Cambieremo pista solo per le prove tecniche, visto che sono negli stessi giorni di quelle femminili, per fare una finish area unica, logisticamente più adatta a tutti. Stanno facendo un grande lavoro sulla pista, vedrete che il gigante sulla Olympia sarà bello tosto. Ma ci sono tanti altri interventi, dallo stadio del Rumerlo, alla nuova cabinovia al Col Drusciè, sino alle simulazioni dei flussi di traffico per portare gli spettatori all’arrivo».

1 COMMENTO

  1. Tutto bene. Pero’ togliamo il telo e i doppi pali al parallelino di slalom. Palo singolo, figure, (doppie, triple, lunghe) quindi cambi di ritmo e di direzione nell’avanzamento, il rumore di abbattimento diventerebbe coinvolgente, non vincerebbero solo i piu’ ALTI di statura e si eliminerebbe quel fastidiosissimo intreccio dei teli con bastoni, scarponi e corpo stesso degli atleti!!

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