Mancato nella notte Giovanni Morzenti. Innerhofer: «Ciao Presidente, mi sei sempre stato vicino». Roda e Marocco: «Grave perdita»

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È mancato Giovanni Morzenti. Si è spento questa notte all’ospedale di San Luigi di Orbassano a seguito di una malattia polmonare, degenerata nelle ultime settimane. È stato presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, dopo aver diretto anche il Comitato AOC. È stato numero uno della FISI dal 2007 al 2011 e amministratore delegato della Lift, la società che gestisce gli impianti di risalita a Limone Piemontese. Nato a Vilminore di Scalve, in provincia di Bergamo, il 25 novembre del 1950, era sposato e viveva a Fossano. Aveva tre figli: Ermes, Debora e Jacopo. I funerali sono previsti per martedì mattina, nella parrocchia di San Filippo a Fossano.

IL MESSAGGIO DI FLAVIO RODA – «Con Morzenti se ne va un dirigente di primo livello della Federazione Italiana Sport Invernali – ha detto il Presidente Flavio Roda -, da sempre appassionato di montagna e di sport invernali. La sua carriera, cominciata nello sci club Limone, passata per il Comitato Alpi Occidentali e approdata fino alla presidenza federale, rimarrà nella memoria di tutti quale esempio di grande attivismo e abnegazione».

IL POST DI INNERHOFER – «Ciao Presidente. Sono molto triste ora che ci hai lasciato. Tu mi sei sempre stato vicino e mi volevi bene. Anche quando non ero nessuno. Mi ricordo ancora le tue lacrime di gioia quando nel 2008 ho vinto a Bormio la mia prima Discesa in CdM. Tu credevi in me. Mi hai fatto portare la bandiera ai Mondiali di Garmisch, hai vissuto con me una settimana incredibile e abbiamo gioito assieme per le tre indimenticabili medaglie. Ti porterò sempre nel mio cuore e il rosario papale che mi hai regalato mi darà forza e coraggio in tutto quello che farò. Un abbraccio forte alla famiglia, a Jacopo. Riposa in pace Presidente. Christof».

IL CORDOGLIO DEL COMITATO AOC – «Per la FISI è una grave perdita – ha commentato stamani il presidente Pietro Marocco -. Morzenti è stato un esempio per molti di noi, per la sua passione e per le sue competenze come dirigente, ma anche per la sua energia, la capacità di affrontare di petto le situazioni più difficili e di assumersi le sue responsabilità. Se per la FISI la sua scomparsa segna la perdita di un dirigente capace, per molti di noi è invece la perdita di un amico, a cui abbiamo voluto bene nei momenti luminosi della sua carriera e della sua vita e anche in quelli più difficili».

 

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