Il mondo degli sport invernali domani – giovedì 11 giugno – conoscerà il nome del presidente della Fis. A Belgrado è infatti in programma il 57° congresso della Fis nel quale si deciderà il futuro. Le ultime settimane sono state a dir poco incandescenti: diversi atleti e dirigenti hanno contestato l’operato attuale.
È successo di tutto, dalle dichiarazioni e prese di posizione di Marco Odermatt e Mikaela Shiffrin al passo indietro del CEO Urs Lehmann, fino alla querelle che coinvolge Alexandra Meissnitzer.
Meissnitzer non gradita a Belgrado
E partiamo proprio da qui, dall’ex sciatrice austriaca che oggi siede nell’ufficio di presidenza della Fis, dopo anni trascorsi nella squadra della televisione austriaca ORF. È entrata in carica il 1° di settembre e nemmeno un anno dopo gli equilibri sono cambiati di molto.
Nei giorni scorsi l’austriaca ha rilasciato un’intervista al Salzburger Nachrichten, in cui sono emerse forti preoccupazioni per il futuro dello sci, oltre a una netta presa di posizione sull’attuale gestione. La risposta della Fis è arrivata a stretto giro con una lettera, invitandola a non presenziare al congresso di Belgrado. Dunque Meissnitzer è ospite non gradito al congresso.

Le dimissioni di Urs Lehmann
Solo qualche giorno fa erano arrivate le dimissioni di Urs Lehmann, per anni membro di Swiss Ski e spesso contro Eliasch. Però il 16 agosto dello scorso anno qualcosa era cambiato e Lehmann aveva assunto il ruolo di CEO della Fis. Una novità inattesa, un ruolo introdotto per la prima volta dalla Federazione.
Anche in questo caso la collaborazione è durata poco, meno di un anno. Lehmann ha infatti rassegnato le dimissioni, contestando anche lui l’operato. Il dirigente svizzero punta il dito soprattutto sulla situazione finanziaria.
Dopo le anticipazioni del Blick, riprese dai media di tutto il mondo, è arrivata la nota della Fis: «La Federazione Internazionale Sci e Snowboard (FIS) conferma che Urs Lehmann ha lasciato il suo incarico di Amministratore Delegato (Chief Executive Officer) – spiegano – La FIS può contare su solide strutture di governance, un team dirigenziale esperto e un chiaro quadro strategico approvato dai propri organi di governo. L’organizzazione continua ad attuare misure volte a rafforzarne la sostenibilità a lungo termine e a promuovere l’ulteriore sviluppo dello sci e dello snowboard a livello mondiale».

L’urlo dei big
Andando ancora più indietro, diversi atleti si sono esposti e raccontato pubblicamente il proprio pensiero. Lettere e prese di posizione erano già arrivate in passato, ma a pochi giorni dalle elezioni campioni come Mikaela Shiffrin, Marco Odermatt e Loic Meillard sono tornati a parlare.
«Non abbiamo riscontrato cambiamenti significativi rispetto a gran parte di quanto promesso, comprese le intenzioni relative ai montepremi» dice Shiffrin. «Negli ultimi cinque anni mi sono battuto per un cambiamento e posso dire in tutta onestà che non è cambiato granché» spiega Odermatt. Eliasch risponde a Odermatt, spiegando che non tutti gli atleti la pensano come lui.

La lettera di alcune Federazioni
Non sono mancate neppure le prese di posizione di alcune Federazioni, come Stati Uniti, Spagna, Canada, Germania, Norvegia e soprattutto Austria e Svizzera. Hanno scritto una lettera, dove hanno sottolineato forti preoccupazioni sugli aspetti finanziari, tra riserve di liquidità e aumento dei costi operativi. Tra i firmatari non ci sono Francia e Italia.
Ma nelle ultime ore, il presidente Eliasch ha dichiarato all’agenzia stampa AP che «su 80 paesi votanti, circa 10 hanno un’opinione diversa – ha detto – La stragrande maggioranza è d’accordo con ciò che stiamo cercando di realizzare».
I cinque nomi per la presidenza
Sono cinque i candidati alla presidenza Fis. Johan Eliasch non correrà né sotto bandiera britannica, né sotto bandiera svedese. Le due Federazioni fin da subito hanno deciso di non sostenerlo e così ha trovato appoggio nella Georgia. Gli altri quattro sfidanti sono Anna Harboe Falkenberg (DEN), Victoria Gosling (GBR), Alexander Ospelt (LIE) e Dexter Paine (USA).
Flavio Roda candidato al consiglio
L’attuale presidente Fisi Flavio Roda è nuovamente candidato per il consiglio della Fis. In lista ci sono anche Deidra Dionne (CAN), Tove Moe Dyrhaug (NOR), Dean Gosper(AUS), Michael Huber (AUT), Nevena Ignjatovic (SRB), Magdalena Kast (ARG), Fredy Keirouz (LBN), Zurab Kostava(GEO), Roman Kumpost (CZE), Tomaž Kunstelj (SLO), Karin Mattsson (SWE), Tzeko Minev (BUL), Ken Odashima(JPN), Jana Palovičová (SVK), May Peus (ESP), Jean-Philippe Rochat (SUI), Fabien Saguez (FRA), Franz Steinle (GER), Fiona Stevens (NZL), Yuliia Syparenko (UKR), Patrick Toussaint Mas (AND), Martti Uusitalo(FIN) e Zhao Wang (CHN).
Che cosa succederà domani? Johan Eliasch avrà i voti per proseguire l’avventura in Fis oppure le ultime settimane hanno cambiato totalmente gli equilibri? Bisogna considerare che le nazioni più grandi pesano, ma anche tante piccole possono modificare gli scenari. E siccome sono 80 le Federazioni al voto, nulla è scontato, anche se le big sembrano essere pronte a sostenere in massa Alexander Ospelt.
Domani dalle 9 il congresso, l’elezione del presidente e dei 18 membri del consiglio Fis. Il futuro sarà delineato.


