La soddisfazione di Livio Magoni dietro alla vittoria di Petra Vlhová

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Dietro la vittoria a Levi di Petra Vlhová, c’è la mano di Livio Magoni. Lo abbiamo sentito mentre sta tornando dalla Finlandia. «In cinque in pulmino, altro che aereo privato…», scherza il tecnico bergamasco. Già perché dietro ai risultati della slovacca non c’è una federazione. «Paga tutto lei, se pensi che il contributo della federazione slovacca arriva a 3.100 euro, ma all’anno… Abbiamo dovuto e dobbiamo fare sempre molta attenzione alle spese, perché non possiamo fare altrimenti. I risultati certo aiutano, ha già ricevuto la proposta di un grosso sponsor, ma se ne riparlerà la prossima stagione».

LEVI – «La vittoria di Levi non era sicura, ma un po’ ce l’aspettavamo. Siamo arrivati in Finlandia e quasi per caso abbiamo avuto la stessa sessione d’allenamento in pista con la Shiffrin che a quel punto si è dovuta confrontare con Petra. Ed è stato come in gara: un decimo avanti una, un decimo avanti l’altra. Alla fine è stata più brava Petra». Un altro successo targato Magoni. «Vincere è sempre bello, ma la mia soddisfazione è quella di veder crescere l’atleta e al tempo stesso tutto il team. Siamo in cinque in tutto, tutti slovacchi a parte me, compreso il fratello di Petra che da fine settembre lascia il lavoro e ci segue in trasferta, restando con lei in albergo oppure in partenza. Sono grandi lavoratori, ma non avevano mai avuto un sistema. Un po’ tutto nuovo per loro, ma lo stanno portando avanti con grande entusiasmo».

FUTURO – «Torniamo sulle Alpi e continueremo ad allenarci per partire all’ultimo per il Nord America. Lo faremo come sempre da soli, perché non abbiamo occasione di confrontarci con i grandi team. Ma in fondo siamo abituati, o meglio sono abituato, nulla di nuovo per me. Anche quest’estate è andata così: volevamo andare a Ushuaia, ma alla fine il budget non ce lo ha permesso. Così abbiamo girato tutti i ghiacciai, Stelvio, Hintertux, Les Deux Alpes, Zermatt, sempre giocando al risparmio, anche se dovevo fare qualità sulla neve ogni giorno. Per fortuna ho ancora tanti amici sui ghiacciai che mi hanno permesso di fare il programma di lavoro che avevo in testa». Lo staff della slovacca è forte anche di altri due italiani per quel che riguarda la preparazione atletica e valutazione atletica e posturale. Stiamo parlando di Mattia Freo e Marco Porta. Insomma, staff a trazione italiana.

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