La Queen di casa Bassino, la serenità di Marta e della sua famiglia

Pubblicato il:

DAL NUMERO 162 DI RACE SKI MAGAZINE – «Ah, davvero?», così papà Maurizio quando gli racconto che Marta ci ha detto che è stato fondamentale nella sua crescita. Abbiamo aperto quel libro di ricordi che parte dalle prime gare in provincia di Cuneo e arriva a quella giornata di Bardonecchia dove tutto è cambiato. Marta ha quasi due anni, suo fratello due di più. Maurizio se li porta insieme a scivolare a Entracque. «Per Marta avevo preso un paio di sci di plastica rosa e un paio di scarponcini molli, Matteo era un po’ più attrezzato. Facevamo un mezz’oretta sul piano, ma un bel giorno Marta mi ha detto che non sarebbe più venuta se non aveva gli stessi sci di Matteo. Così ho preso un paio nuovo per lui e ho dato i suoi Marta, mettendo cotone nello scarpone perché ci ballava dentro. Così con il ferma punte, su una pista che era praticamente in piano, ha iniziato a sciare. Se vogliamo chiamarlo sci. Si divertiva come una matta e qualcuno ha dato del matto anche a me che la portavo così piccola sugli sci. Ma era un gioco di un pomeriggio e poi sono sempre più convinto che la teoria di far provare uno sport prima possibile sia quella giusta».

Arriva l’età per entrare in uno sci club. Maurizio non faceva parte di nessun team e ha deciso di iscriverla al Lurisia. La portava da Borgo San Dalmazzo (un mezz’oretta d’auto) la lasciava ai tecnici, ma rimaneva lì, se per caso Marta e Matteo avessero avuto ancora voglia di farsi un giretto tutti insieme dopo l’allenamento, meglio se nel bosco, quando c’era la neve fresca, oppure per fare qualche salto. Ci resta due stagioni, Maurizio si guarda intorno e parla con Ezio Vallauri, presidente del Val Vermenagna. Il club è di Borgo, scia a Limone, ma si dedica soprattutto all’avviamento. «Una vera squadra agonistica non c’era, così mi hanno anche proposto di occuparmene. Con Toni Marro formavamo la coppia perfetta… Io sono fissato per la conduzione e le facevo fare le curve in salite, lui no, era discesista e me la vedevo sfrecciare in posizione, sempre dritta, senza una curva». 

Arrivano le prime gare Pulcini: al primo anno di categoria, da vero pesopiuma, Marta becca sempre almeno tre secondi da Stefania Nerillo, che è un anno più grande e riesce a rifarsi solo la stagione successiva. «Io non credo di aver mai allenato dei fenomeni, ma in Marta si vedeva subito che aveva una dote naturale. Però, sai benissimo che nello sport, e nello sci in modo particolare, basta un niente per cambiare ogni prospettiva. Abbiamo sempre ragionato gara dopo gara: adesso Marta potrebbe parlare di obiettivi, invece rimane sempre quella di quel periodo che pensa solo alla prova successiva, non al traguardo finale. E credo che quel nostro prendere lo sci come un vero divertimento, di fermarsi quando non ne aveva più voglia dei pali, di andare a giocare nel bosco, sia ancora alla base della sua crescita sportiva di questo periodo».

 

Andiamo avanti, arrivano le gare da Children e le distanze cronometriche con le avversarie si ribaltano: nel 2009, da Ragazzi vince il Trofeo Topolino e il Pinocchio (quelli internazionali, ben inteso), e sapete in quale specialità? Gigante. Il titolo italiano no, c’è Arianna Stocco che in quell’anno li vince tutti e tre. Da Allievi ci arriva vicino: siamo a Bardonecchia è in testa alla prima manche, ma esce nella seconda. «Mi ricordo che in quel periodo c’era Paolo Deflorian nello staff tecnico del Mondolè, ancora adesso quando Marta è in testa alla prima manche si ricorda quell’episodio e fa tutti gli scongiuri del caso». Marzo 2012, sempre Bardonecchia, Campionati Italiani Aspiranti: vince il gigante, fa doppietta in superG ed è prima anche in discesa. In slalom è bollita ed esce. «Ma da quel giorno è nata la sua avversione per lo slalom che è riuscita a togliersi solo quest’anno». 

Il resto è storia recente e noi ci fermiamo qui nel nostro viaggio della giovane Marta.
In quella occasione titolammo Queen Marta e da quel giorno la chiamano così a casa. «Matteo e Marco (il fratello più piccolo) la coccolano quando torna a Borgo. Nessuna invidia, hanno fatto strade diverse e per loro Marta è la loro Queen». Matteo che è allenatore e allevatore, adesso è anche papà di Pietro, e Marta stravede per il nuovo Bassino. Marco dopo il diploma, oltre a dare una mano al papà nell’agenzia di assicurazioni a Borgo, ha fatto anche un’altra scelta, quella di prendere in gestione il Rifugio Questa, non lontano da quella baita in montagna dei Bassino che è il buon retiro di Marta. 

Una bella famiglia unita, ecco spiegata anche quella serenità del carattere della Queen. 

 

Ultime notizie

Roberto Malvezzi è il neo presidente delle Alpi Centrali

Cambio al vertice della FISI Alpi Centrali. L'Assemblea regionale svoltasi oggi ha eletto Roberto...

Con il 61,17% di voti, Mauro Bonvecchio è il nuovo presidente di Fisi Trentino

Mauro Bonvecchio è il nuovo presidente del Comitato Trentino. Il giornalista, 58 anni, è...

A ottobre torna il Festival dello Sport di Trento

Dall'1 al 4 ottobre 2026 torna il Festival dello Sport di Trento, l'evento organizzato...

Spm continua il percorso di crescita e di innovazione

SPM S.p.A. Società Benefit prosegue il proprio percorso verso un modello d'impresa sempre più...

Altro dal mondo neve

L’entusiasmo di Collomb: «Sto bene e il gruppo è unito e organizzato»

Giorgia Collomb ha da poco concluso un blocco di lavoro sulla neve al Passo...

Alliod: «Avanti senza pressioni e con la mente libera». Velocisti a Cesenatico tra acrobatica e apnea

Tra bicicletta e sci. Benjamin Alliod è un grande appassionato delle due ruote e...

Le azzurre allo Stelvio, c’è anche Giorgia Collomb dopo l’intervento. Gli altri gruppi tra Livigno, Formia e Brunico

Sono tornate sulla neve le ragazze del gigante e dello slalom, da quest’anno seguite...