La Levi Black alla fine ha sorriso a Henrik Kristoffersen. Il primo slalom della stagione, andato in scena a Levi, è stato conquistato dal norvegese. L’atleta del ’94 ha fatto una seconda manche strepitosa, dove neppure Marcel Hirscher è riuscito a contrastarlo. L’austriaco, primo dopo la prima manche, ha dovuto accontentarsi della seconda posizione, staccato di 12 centesimi. Una cosa è certa. Il norvegese e l’austriaco in questa disciplina hanno una marcia in più. Grande recupero invece di Felix Neureuther che dall’ottava posizione è risalito fino al terzo posto, ma staccato di 1”31. Quarta posizione per l’altro norvegese Sebastian-Foss Solevaag (+ 1”32) con quinto Patrick Thaler, a 1”48, davvero bravo in entrambe le manche e lì, a pochi centesimi dal podio. L’azzurro ha sciato di bene nel primo e nel terzo tratto, tenendo forse troppo sul muro.

BRAVI GLI AZZURRI – Bella prova complessiva degli azzurri con cinque atleti nei trenta e, soprattutto, la soddisfazione di aver ritrovato Razzoli e Deville, con Tonetti subito li dietro. Così come detto dallo stesso Plancker dopo la prima manche, Patrick Thaler è ormai una garanzia. Sorride Giuliano Razzoli che ritrova i ‘piani alti’ della classifica portando a casa un incoraggiante 12 posto, a 2”56. Anche nella seconda discesa ha sciato forte nella parte alta e in quella finale, poi è entrato sulla tripla del muro senza forzare e si è difeso in quelle sei, sette porte di ripido. Subito dietro, 13°, Cristian Deville che ha completato l’impresa. Partito con il 70, ha chiuso la prima manche al quindicesimo posto. Nella seconda non si è risparmiato, ha attaccato e si è ripreso la ‘top 15’. Uno slalomista ritrovato che ha chiuso a 2”83. Riccardo Tonetti si è invece confermato sciando di nuovo pulito e preciso e, sembra, ancora con un po’di margine. Tonetti ha concluso 17°, portando a casa punti importanti in chiave ‘start list’. Tutt’altra manche per Stefano Gross che ha riscattato in parte una prima discesa sciata al di sotto delle aspettative. Purtroppo una ‘mezza scivolata’ poco prima dell’intermedio centrale gli ha fatto perdere preziosi centesimi. Ha portato a casa un 21° posto che non può certo renderlo felice.

LA MANCHE DISEGNATA DAL NORVEGESE – Cambi di ritmo, diverse figure molto strette e una tripla ‘storta’ all’inizio del muro con immediato e ulteriore cambio di ritmo subito dopo. La seconda manche disegnata dal norvegese Mitter è stata certamente più spettacolare e varia.

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