Gran Becca è la pista di Coppa tra Zermatt e Cervinia: debutto nel 2023

ZERMATT-CERVINIA LIVE – Si chiama Gran Becca la nuova pista di Coppa del Mondo che partirà dalla Gobba di Rollin a Zermatt e arriverà a Cime Bianche Laghi di Breuil-Cervinia. L’immenso e straordinario progetto è stato presentato ieri – venerdì – al Piccolo Cervino, in un incontro aperto ai media che ha lanciato ufficialmente qualcosa di innovativo, che mai finora era esistito. «Non prendiamo il posto di nessuno, nessuno può fare gare in questo periodo, solo noi grazie alla natura e all’altitudine – ha detto Franz Julen, presidente del Comitato organizzatore -. Dopo Soelden ci sono troppe pause, noi riempiremo questo buco e consentiremo di tenere alta la concentrazione degli atleti e l’interesse del pubblico». 

©Race Ski Magazine

Si era provato ad anticipare i tempi e a mandare in scena la prima edizione già all’inizio della prossima stagione. Impossibile però, perché i lavori della nuova funivia, che collegherà Testa Grigia al Piccolo Cervino, ha subìto forti rallentamenti nei mesi estivi, a causa del maltempo. Senza funivia, niente Coppa del Mondo è il messaggio chiaro di Julen, un presidente tosto, con le idee molto chiare. È stata la FIS la prima a cercare di anticipare, il primo progetto prevedeva già l’avvio nel 2023. «Gli atleti potranno iniziare la stagione delle gare di velocità con circa tre settimane d’anticipo. Inoltre, offriremo a tutte le squadre tre settimane di allenamento in vista delle gare e siamo pronti ad ospitare anche le gare di Coppa Europa. Un programma a vantaggio di tutto lo sci», afferma il presidente del comitato organizzatore Franz Julen. 

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Il tracciato, che inizia a 3800 metri di altitudine e termina a 2865 metri, è stato progettato da Didier Défago, campione olimpico di discesa libera nel 2010. Su quattro chilometri si percorrono 935 metri di dislivello; la velocità massima è di circa 135 chilometri orari. «Oltre allo straordinario panorama, alla natura selvaggia e ovviamente alla vista del Cervino, anche il tracciato stesso è molto valido: abbiamo creato una discesa completa, con salti, lunghe curve, passaggi più dolci ed elementi di velocità, c’è proprio tutto», spiega entusiasta il 44enne vallesano. Gli atleti affronteranno la stessa pista, con la partenza delle donne a un’altitudine leggermente inferiore a quella degli uomini.

Pirmin Zurbriggen ©Race Ski Magazine

Marco Mosso, presidente del Comitato Asiva, è stato inserito come vice-presidente del comitato organizzatore e ha spiegato da dove deriva il nome di Gran Becca, voluto anche dagli svizzeri perché la maggior parte del tracciato si snoderà sulle piste italiane. «In Valle d’Aosta ci sono molte altre cime importanti con il nome Becca, ma solo una è la Gran Becca». Ed è il Cervino, ieri un po’ nascosto dalle nuvole. 

Didier Defago ©Race Ski Magazine

Presente alla presentazione e all’ispezione un altro nome importante dello sci mondiale, Pirmin Zurbriggen, ambassador del progetto. «Apprezzo il fatto di poter contribuire con la mia conoscenza ed esperienza a un progetto così visionario e innovativo. Le gare di Coppa del mondo a Zermatt rappresentano un sogno che diventa realtà». 

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Julen ha poi respinto le critiche («che sono normali e ci spronano a fare ancora meglio») e parla di un progetto «necessario per il mondo dello sci e sostenibile». In larga misura, l’infrastruttura necessaria per le gare di Coppa del mondo di sci esiste già, il che rende l’evento esemplare in termini di sostenibilità. Il 95% del tracciato fa già parte del comprensorio sciistico, quindi occorreranno soltanto dei piccoli aggiustamenti. Due terzi del percorso sono su ghiacciaio, quindi si può beneficiare di molta neve naturale. Sul ghiacciaio non ci saranno impianti per la neve programmata. Se occorrerà della neve per la parte inferiore della pista, questa sarà ottenuta accumulando la neve dell’inverno ed utilizzando un nuovo impianto di innevamento moderno ed efficiente. Grazie all’ampiezza della pista non è necessaria l’installazione di reti fisse di protezione. Nessun bosco sarà sradicato, nessuna nuova funivia sarà costruita e la ricettività esistente sarà sufficiente per ospitare le squadre di sci, gli sponsor, gli esponenti dei media e gli spettatori. Tutto questo significa che, dopo le gare, resteranno soltanto impianti che vengono già utilizzati per il turismo. 

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Il presidente del Comitato organizzatore ha ribadito in più di una occasione che l’organizzazione sarà al 50% italiana e al 50% elvetica, con alcuni settori in capo alla Svizzera e altri all’Italia. Il comparto pista, si tingerà d’azzurro, perché il responsabile designato è Rainer Senoner, che conosce già bene l’ambiente e gestisce la Coppa del Mondo in Val Gardena. Sarà lui, con una squadra collaudata gardenese, a occuparsi della pista. Perché? «Perché ci fanno competenza e professionalità e staff che conoscano italiano e tedesco» ha spiegato Julen.

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Idee, visioni, innovazione: questa gara è destinata ad avere un lungo futuro. Per capirlo è bastata l’ispezione condotta da Didier e Pirmin. Chi pensa che si passi semplicemente sul ghiacciaio e sul Ventina, si sbaglia. Ci saranno varianti e passaggi che nessuno si aspettava, neppure i tanti media intervenuti. Le tribune? Tutte naturali.

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