Federica Brignone: 'Buone sensazioni in gigante'

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Da Ushuaia le parole della valdostana a un giorno dal rientro in Italia

Quindici giorni sugli sci con una sola pausa in mezzo, tra gigante, superG e slalom. Oggi ultime fatiche, da domani, mercoledì 17 settembre, si rientra. Federica Brignone, classe 1990, valdostana, sei podi in Coppa del Mondo, tutti in gigante, e l’argento iridato di Garmisch-Partenkirchen 2011 nella disciplina, non si è certo risparmiata a Ushuaia, Argentina, dove si trova da fine agosto con Nadia Fanchini, il tecnico Livio Magoni e lo skiman Rossignol, Sbardellotto, per lavorare sulla neve anche con i maschi italiani e stranieri, nelle sue discipline. Con la speranza di vederla allenarsi con convinzione e soprattutto gareggiare, durante l’inverno, anche in superG, dove continuiamo a pensare possa fare benissimo. 

PAROLA A FEDE – Ecco comunque il pensiero della figlia d’arte sulla trasferta sudamericana:  «Sto avendo buone sensazioni in gigante – ammette Federica -, con buoni passaggi e buoni intermedi, anche se manca ancora un po’ di continuità, ma resto abbastanza contenta. Abbiamo lavorato anche con le francesi alcuni giorni. In superG non ho fatto molto a parte gli ultimi giorni, quanto meno mi sentivo bene con gli sci lunghi ai piedi, senza paura, senza timore. Ci siamo allenati ogni tanto con Svindal, Jansrud, Innerhofer, insomma, giusto qualche medaglietta nella disciplina… Per quanto riguarda lo slalom, infine, devo fare ancora qualche chilometro.  Fisicamente tutto a posto, a parte una tirata alla schiena a metà programma…». 

ESPERIENZA -«La trasferta con i maschi è stata sicuramente molto positiva – conclude Brignone – anche se loro magari lavorano in modo diverso, hanno ritmi diversi, anche alla radio, giusto per fare un esempio, gli allenatori si comportano diversamente. C’è qualcuno che fa tre giorni e poi riposa, qualcun altro cinque prima di fermarsi, altri lavorano in tutte le discipline ecc, ecc. Noi, avendo anche il nostro allenatore qui a Ushuaia, seguiamo comunque il nostro programma. Ha funzionato molto bene, sono stati tutti gentilissimi con noi, c’è stata grandissima collaborazione. Anche il loro fisioterapista ci ha dato una grande mano». 

 

 
 
 

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