Esordio positivo per il 30 metri. Mostro Hirscher, bene svizzeri e canadesi. Male Italia e Francia (per ora)

Il punto di Davide Simoncelli dopo il gigante di Beaver Creek

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Manfred Moelgg in azione ©Agence Zoom
E alla fine è arrivata anche l’ora del primo e molto atteso gigante stagionale. Esordio positivo per il nuovo sci 30 metri che ha già fatto intravedere il suo potenziale in termini di spettacolarità. Sci più vivi e permissivi, che danno maggiore equilibrio. Quindi distacchi in generale più contenuti e crescita del numero di atleti con possibilità di fare risultato. E’ certo che il pendio di Beaver Creek non è tra i più tecnici della Coppa del Mondo e un vento fastidioso e a volte da dietro, soprattutto nella prima manche, lascia ancora dei punti interrogativi sull’attuale livello dei valori in campo.
HIRSCHER, KRISTOFFERSEN E LUITZ – Chiarissima invece è la superiorità tecnica e mentale del re dello sci mondiale Marcel Hirscher il quale, dopo una prima manche pulita, ha scatenato nella seconda tutta la sua volontà di vincere spingendo i suoi sci in linee molto dirette indirizzando tutta la loro ritrovata propulsione verso valle. Henrik Kristoffersen centra un altro podio, dopo lo slalom di Levi, mostrando soprattutto nella seconda manche che tecnicamente non è secondo a nessuno. Bravissimo Stefan Luitz a sfruttare i suoi nuovi sci con linee dirette e senza prendere eccessivi anticipi e spazi, azioni invece cercate da troppi atleti tra cui Ted Ligety. A proposito di Ted Legety: sempre spettacolare ed efficace , maestro di conduzione, un pò abbondante però nella seconda frazione.
SVIZZERA E CANADA – Tecnicamente parlando, Svizzeri e Canadesi mi hanno proprio convinto. Entrambe le squadre, infatti, hanno una propria identità: i primi li ho trovati molto fluidi con giusti tempismi di curva, i nordamericani invece, solidi con la parte alta a coprire lo sci esterno dall’inizio per sfruttarne l’elasticità.
ASPETTIAMO GLI ITALIANI IN VAL D’ISERE E BADIA – E Gara negativa per la Francia, che forse, per una volta, ha subito la pressione di «squadra da battere». Lasciatemi dire, per fortuna, che anche loro sbagliano ogni tanto! infatti i suoi talentuosi atleti non sono mai entrati in gara, lasciando il posto alle loro brutte copie: sono convinto che a Val d’Isere suoneranno tutti un’altra musica tuttavia. Italiani lontani dalle posizioni di vertice per motivi diversi per ognuno di loro. Ho visto però tante cose positive nelle loro discese e dopo una sola gara è difficile avere le idee chiare sul reale livello dei nostri; sono convinto che in giganti più tecnici saranno sicuramente più competitivi.
TRACCIATURE CONSERVATIVE – Farei un’ultima considerazione sulle tracciature: tutte e due le manche le ho trovate un po’ troppo conservative, angolate e quindi in generale con poca velocità: facciamoli andar forte questi ragazzi, mettiamoli nelle condizioni di divertirsi e di divertirci noi di conseguenza.