SKI WORLD CUP 2019/2020. Madonna di Campiglio (ITA), 07/01/2020, Photo Gabriele Facciotti/Pentaphoto

Kristoffersen e Pinturault, Gross e Moelgg certo, magari Myhrer o gli svizzeri, ma, inutile nasconderlo, la sfida attesa più attesa è quella tra Noel e Vinatzer. Da una parte un italiano, dall’altra un francese alla guida tecnica. Simone Del Dio e Jacques Théolier, amici più che rivali. La sera prima della gara, mentre Ivica Kostelić suonava con il suo gruppo al Salone Hofer, loro due sono andati a mangiarsi una pizza insieme. Da soli. Hanno parlato di sci ovviamente, ma non solo.

«Per me Jacques è un maestro – ci dice Simo – lui e Claudio Ravetto, il primo che chiamo dopo ogni gara. Abitiamo a 15 chilometri di distanza, io a Bardonecchia, lui a Modane e ci confrontiamo spesso, anche lontano dalle gare. La nostra amicizia va oltre il lato sportivo: io conosco benissimo gli azzurri, lui i francesi e un po’ ci facciamo tifo a vicenda». Sembra incredibile ma è così. «Ti dico di più, c’è un clima diverso in questa stagione: un tempo pensavi ai tuoi e magari ai due, tre più forti, adesso ti appassioni ad un Marchant che torna dopo due anni e quasi pensava di smettere, ai norvegesi, a Myhrer che si muove in camper per stare vicino alla famiglia…». La stagione dello slalom entra nel vivo e la pressione quasi non la senti. «Levi sembra un secolo fa, sono più stressanti i periodi di stop dove devi organizzare gli allenamenti, adesso con una gara dietro l’altra non hai quasi tempo per pensare…».

Jacques stamattina come al solito è andato a farsi una passeggiata. Non prima di aver preso un caffè con Simone visto che gli alberghi di Francia e Italia sono uno attaccato all’altro. «L’ho chiamato io nella squadra italiana e ci siamo trovati subito in sintonia. Normale che certi rapporti rimangano anche se lavori in squadre differenti. Ci parliamo spesso, soprattutto sulla gestione del gruppo, c’è sempre qualcosa da imparare se ti confronti con chi ha la tua stessa visione». E su Noel-Vinatzer, sul loro possibile duello, taglia corto. «In questo momento Clement credo manco guardi Vino, piuttosto il contrario. Magari tra un po’ anche Clement osserverà quello che fa Vino. Non lo conosco benissimo, Clement, ma è un ragazzo molto sereno, che punta la sua strada senza troppi pensieri. In comune hanno questo modo di sciare, loro e di tanti altri giovani che si stanno mettendo in luce». L’Italia, però, non è solo Vinatzer. La squadra è pronta alla sfida sulle nevi di casa? «Sì, siamo pronti, direi anche piuttosto sereni. Un po’ di pressione ci sarà, ma la pressione del tifo di casa può essere sicuramente un qualcosa di positivo».