Dalla sua sciata alla partenza azzurra, l’analisi di Sofia Goggia

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SOELDEN LIVE – Lara Gut-Behrami lancia un messaggio importantissimo nella prima gara della stagione olimpica. In primis a Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova, che oggi a Soelden hanno occupato il podio. Quello che si è visto sul Rettenbach è solo l’inizio di una stagione che si preannuncia davvero entusiasmante. Alla festa, questa volta, non ha partecipato la squadra italiana. Che tra errori e uscite è rimasta fuori dalla top 15. Ed è da molto che non accadeva in gigante. Ma non si può certo puntare il dito sulle ragazze, in fondo, hanno sbagliato una gara. La prima di una stagione lunga, la prima che è sempre molto particolare, è distante da tutte le altre e rappresenta solo un primo confronto. 

Sofia Goggia è la prima a dirlo: «Per noi tre – riferendosi anche a Marta e Federica -, per le campionesse che siamo, oggi chiudiamo solo con il mio piazzamento e non basta. Peccato per loro: si può sbagliare. La prima gara ha una sua storia e lo sappiamo, certo è sempre meglio partire bene. Pace, guardiamo avanti e continuiamo a lavorare. Prendo quei piccoli punti e rimango tranquilla, so come sto sciando in gigante, ora devo riprendere il ritmo della gara». Prima di parlare della squadra la portabandiera azzurra ai Giochi di Pechino analizza le sue manche: «Una prima super contratta, non riuscivo a scendere ed ero un po’ imbrigliata. Nella seconda invece ho trovato più fluidità, peccato per il piccolo errore fatto in una zona dove non si poteva sbagliare. Ho comunque fatto dei progressi rispetto alla run iniziale. Oggi ho sbagliato il mio approccio». Sofia Goggia, come del resto anche Marta Bassino e Federica Brignone, analizza con grande lucidità la sua gara e non ne fa certo un dramma. Anche perché, aggiunge: «Nel 2018 ero super attesa e super tesa, la stagione non era partita con il piede giusto, poi sono riuscita a trovare la chiave di volta e alla fine ho portato a casa l’oro olimpico, la coppa e tanti altri bei risultati». 

Sofia Goggia ©Agence Zoom

E poi si fa carico di parlare della squadra italiana: «Mi dispiace, è un po’ come se ci fossero due mini team: io, Marta e Fede e poi le altre più giovani che fanno più fatica a qualificarsi anche per pettorali alti». Non vuole sentir parlare di scelte sbagliate nella preparazione, anzi spiega che «senza trasferta in Argentina non si ha scelta e quando il meteo è bello bisogna prendere, partire e andare a sciare. Rulfi ci ha dato il meglio del meglio che potevamo trovare, non abbiamo mai perso un giorno di sci».

Ora si volta pagina, si torna in ghiacciaio a lavorare. Il primo test è in archivio, ma la stagione entrerà nel vivo solo tra un mese. E siamo certi che presto troveremo le nostre ragazze là davanti, a lottare contro le solite avversarie e a tante altre atlete che hanno dimostrato di aver fatto passi in avanti. 

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