Un superG difficilissimo. Innerhofer quarto per 5 centesimi,

Una gara pazzesca sulla face de Bellevarde: il superG che ha aperto il programma maschile dei Campionati Mondiali ha davvero messo a dura prova le capacità tecniche degli atleti in pista. Un pendio stretto, ghiacciatissimo, con una parte finale in cui era quasi impossibile stare in piedi, su cui atleti di altissimo livello si sono trovati in difficoltà al punto da faticare a condurre lo sci, preoccupandosi solamente di non cadere. In queste condizioni si è letteralmente esaltato Didier Cuche, uno che adora il ghiaccio: ha inciso come il burro con i suoi Head l’ultimo tratto della pista, scavando una differenza enorme con tutti gli altri. Una medaglia d’oro che è il degno coronamento di una carriera da autentico fuoriclasse, a cui finora era mancato l’acuto in una gara di un giorno. Solamente il nostro Peter Fill, partito con il pettorale 26, è stato capace di avvicinarsi all’elvetico, scendendo sotto il secondo di distacco, a 99 centesimi. Lontanissimi tutti gli altri, con distacchi quasi imbarazzanti. Grande rammarico per Christof Innerhofer: quarto posto per lui, dopo esser stato a lungo al comando della classifica. Soli cinque centesimi più lento di Aksel Lund Svindal, medaglia di bronzo. "Ho tenuto un po’ troppo nella parte finale" aveva dichiarato subito dopo l’arrivo. E forse proprio quest’eccessiva prudenza gli è costata una medaglia. L’Italjet si conferma comunque molto competitivo: quattordicesimo Werner Heel, non troppo a suo agio con questo tracciato angusto, ma atteso protagonista della discesa libera, così come Stefan Thanei, quindicesimo, nettamente al miglior risultato in carriera in questa disciplina. Epilogo amaro, invece, per Patrick Staudacher: ha abbandonato con un diciassettesimo posto il titolo mondiale conquistato ad Aare 2007. Ma è partito con il pettorale 5, in un momento davvero difficile, in cui tutti uscivano di pista e non aveva assolutamente riferimenti sulle linee. Insomma, giornata trionfale per Gianluca Rulfi (tracciatore della gara) e i suoi ragazzi. Ma non finisce qui, nella discesa libera ne vedremo delle belle. SEGUE IL SERVIZIO DAL NOSTRO INVIATO IN VAL D’ISERE