Al comando Svindal, ma attenzione a JB Grange

Chi sono i veri candidati ad una medaglia? Manche di slalom alle 17

Poca visibilità sulla Bellevarde per la manche di discesa libera della supercombinata, partita questa mattina alle dieci con start ribassato ai 2550 metri della bosse à Catherine. È stata sfida a due tra Aksel Lund Svindal e Bode Miller, grandi delusi della gara di discesa vera e propria quando partirono con le condizioni di visibilità peggiori. Ha prevalso Aksel, con quattro centesimi su Bode (autore peraltro di un ‘numero’ pazzesco in prossimità della strettoia delle rocce, dove si è trovato praticamente a terra e si è rialzato fulmineamente). In terza posizione il francese Adrien Theaux, staccato però di quasi un secondo, mentre quarto si è piazzato Jean-Baptiste Grange: il savoiardo ha un secondo di distacco da Bode Miller, ma nella manche di slalom parte prima di lui, con tutto il tifo a favore e rischia davvero di ‘far saltare il banco’. Settimo posto per Christof Innerhofer e nono per Patrick Staudacher, mentre Peter Fill, apparso un po’ troppo prudente, ha concluso quindicesimo a 2.24 da Svindal. Un po’ troppo per sperare. Molto più indietro Stefan Thanei, partito con il pettorale 1 e mai in ritmo nella sua sciata. Seconda manche, in slalom, alle ore 17, mentre si attende l’installazione di nuovi piloni per l’illuminazione artificiale. Ma chi possono essere i papabili per una medaglia? Detto che l’errore o l’inforcata sono sempre in agguato in slalom, la ‘battaglia’ per l’oro sembra ristretta a Bode Miller e Jean-Baptiste Grange. Se Bode non sbaglia, è l’unico che ha ‘nelle corde’ di reggere il ritmo del francese. Svindal potrebbe lottare per il bronzo, facendo attenzione principalmente a Natko Zrncic-Dim, a Lars Eton Myhre e a Silvan Zurbriggen. Mettiamoci anche il nostro Innerhofer, ma dovrebbe davvero fare una manche di slalom superlativa. Viletta, Ligety e Hirscher sono ad oltre due secondi e sono gli ultimi reali ‘spauracchi’ per una medaglia. Speriamo in una manche di slalom avvincente che dia un minimo di senso all’assegnazione di queste medaglie.

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