Federica Brignone: «Mi sono sempre sentita più supergigantista che gigantista»

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Federica Brignone in superG vince anche a Garmisch, consolida il primato nella graduatoria di Coppa di specialità, e adesso si lancia verso Pechino. La pressione da favorita quasi la esalta perché sa di essere nella condizione di forma migliore, con le sensazioni giuste sugli sci. SuperG, gigante, combinata, pure slalom e forse anche discesa: ai Giochi potrebbe essere al via in tutte le discipline. Pronta, prontissima, soprattutto con la testa, ritrovata mentalmente dopo una stagione, quella passata finita con tante incertezze.
«Sono davvero soddisfatta di questo risultato. Ho cercato di concentrare le mie energie che non erano tantissime solamente per la gara, c’era vento e sapevo di essere obbligata esclusivamente a far correre lo sci, senza guardare le linee migliori, ma pensando solo a non fare attrito. Questo tipo di neve mi piace molto, sono arrivata al traguardo sapendo di avere fatto ciò che volevo. Ho avuto paura quando è arrivata la Huetter: meglio così si tratta di una vittoria condivisa e siamo contente in due.

©Pentaphoto

Vado forte in superG da un po’ di tempo, in carriera mi sono sempre sentita più supergigantista che gigantista, poi è vero che nella prima fase della carriera ho raccolto maggiormente fra le porte larghe. Il superG è la gara che ho sempre preferito, dove la tattica prevale perché non abbiamo la possibilità di verificare il tracciato fino alla ricognizione. Mi sento completa dal punto di vista della polivalenza, anche se mi manca lo slalom, ho dimostrato di avere le qualità per togliermi tante soddisfazioni come sto facendo. Adesso mi rilasso qualche ora e poi ci concentreremo sull’evento più importante della stagione».

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