ÅRE LIVE – Il grande pubblico è rimasto a casa: la velocità si chiude sottotono

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Tredicimila spettatori per l’addio di Svindal, ottomila per la passerella di Vonn. Fine dei festeggiamenti. Il programma della velocità si è chiuso con medaglie assegnate, polemiche a non finire e poco pubblico. D’altronde Åre dista oltre 600 chilometri da Stoccolma, non è proprio dietro l’angolo, neppure per la nazione ospitante. E così le tribune poche volte sono state riempite: il giorno di maggior affluenza è stato per quell’orribile discesa accorciata e sfalsata che ha regalato una doppietta alla Norvegia (molti i tifosi arrivati) e una medaglia a Svindal. Fine. Le due combinate sono state tristezza vera, un po’ per una formula pronta ad andare in pensione, un po’ per mancanza di atmosfera, tifo e pubblico. Addetti ai lavori e poco più, zero entusiasmo al media center. La combinata ad alcuni piace, ad altri no. Va rottamata. Ci siamo annoiati noi, a vederla dal parterre. Chissà i telespettatori che hanno visto tribolare Pinturault e atteso fino all’ultimo i nostri azzurri, in cerca del miracolo. Speranze poche con una pista così, mica per le qualità tecniche dei nostri. Che si sono allenati e preparati. Al capolavoro ci è andato vicino il nostro Riccardo Tonetti: bravo, molto bravo, ma quei 2/10 di troppo gli hanno negato la medaglia.

Oggi c’è il team event, ci sarà il tutto esaurito oppure sarà flop totale? Entrano in scena gli specialisti delle discipline tecniche, i colleghi della velocità hanno già fatto le valigie e preso il primo volo disponibile per tornare a casa. Non ci saranno neppure loro sugli spalti, a fare il tifo ai compagni di squadra. Magari, questa sera, saremo smentiti. Ma guardiamo oltre. Alle discipline tecniche, ai giganti prima e agli slalom poi. Che cosa aspettarci? Non entriamo ancora nel merito delle medaglie, ma ci limitiamo a fare alcune considerazioni sulle piste.

Ieri i mezzi battipista sono entrati a lavorare il terreno. In Svezia però continua a nevicare, ormai gli organizzatori vivono con la pala in mano e con le ventoline in funzione. C’è chi da giorni dice che il gigante femminile, tanto per citare una gara, non sarà barrato. Se il terreno sarà solido come quello visto nello slalom della combinata, di spettacolo se ne vedrà ben poco. Si corre a Kitz, Wengen, Bormio, Flachau in condizioni estreme e poi qui si fa neve fresca nelle traiettorie di gara. Gli atleti, finora, hanno avuto ragione a lamentarsi. Prendete la pseudo discesa iridata e poi quella di ieri. Guardate le prestazioni di Paris, guardate quel capolavoro fatto nella discesa della mezza combinata. Senza traccia pulita, lei linee che vuoi… non le fai. Il gigante della Val d’Ultimo lascia Åre. Con un titolo mondiale e con la rabbia di chi forse avrebbe potuto regalare altro all’Italia. 

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