3Tre Campiglio si è presentata a Milano. Una serata tra grande sci e ciclismo

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La sfera di cristallo da una parte, il Trofeo senza Fine dall’altra. Ieri sera a Milano, a Palazzo delle Stelline, il grande sci ha incontrato il grande ciclismo, in una serata davvero magica, firmata Madonna di Campiglio. La località trentina vivrà un 2020 unico, forse irripetibile, perché l’8 di gennaio tornerà lo slalom sul Canalone Miramonti, il 27 maggio sarà spettacolo con la tappa Bassano del Grappa – Madonna di Campiglio del Giro d’Italia e il 22 dicembre ritornerà ancora una volta la 3-Tre, amata da tutti. «Una gara che quest’anno poteva anche essere esclusa dalla Fis e che invece è stata inserita in qualche modo» ha detto Lorenzo Conci. Semplicemente perché lo slalom di Madonna di Campiglio non può non esserci in calendario.

ROCCA LANCIA NOEL E VINATZER – Presente ovviamente Giorgio Rocca, l’ultimo vincitore italiano sulla 3-Tre: «Quella di Madonna di Campiglio è la mia unica vittoria in Italia, e naturalmente di essa ho un ricordo unico e speciale. Spero però di non rimanere l’ultimo italiano a vincere la 3Tre ancora a lungo. Chi vincerà la prossima 3Tre? Il primo nome è Noel, ma la speranza è Vinatzer». 

I RETROSCENA DELLA DATA – A volte la concomitanza tra Campiglio, Val Gardena e Alta Badia scombussola i calendari. In passato lo slalom notturno venne addirittura estromesso dai calendari, ora Markus Waldner ha voluto trovare una data, perché questo slalom deve esserci nel calendario internazionale. Lo vogliono tutti. La prima ipotesi era il 30 dicembre, ma era impossibile poter ospitare gli oltre 20.000 tifosi in quel periodo. E così è nata l’idea dell’8 di gennaio, che Lorenzo Conci ha accettato al volo. «Una data a gennaio, il mese dello slalom, il mese delle grandi classiche – ha detto -. Bellissimo pensare che Campiglio sia lì in mezzo ad Adelboden, Wengen, Kitzbuehel e Schladming». 

Presenti poi Ivano Edallini, vincitore della 3Tre nel 1986, Piero Gros vincitore nel 1972 in slalom e nel 1974 in gigante e poi Francesco Moser, maglia rosa al termine del Giro d’Italia del 1984. «Quando ero Assessore Provinciale e facevo parte dell’organizzazione del Giro d’Italia fui io a portare un arrivo di tappa a Madonna di Campiglio. Mi sembrava strano che una tappa della corsa rosa non fosse ancora arrivata in una località così affascinante e importante. Lo sci però è una grande passione, e a dire la verità sciavo anche quando ero ancora in attività. E di 3Tre, negli anni, me ne sono perse ben poche».

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