Rulfi: 'Claudio tecnico di valore'. Viberti: 'Paga per la sua lealta''

Forse ha proprio ragione l’allenatore responsabile dei velocisti azzurri Gianluca Rulfi quando dice di Claudio Ravetto: «Lo sci italiano non può fare a meno di Claudio. Speriamo che il presidente Roda e Ravetto riescano a trovare un nuovo accordo, ad incontrarsi, a valutare insieme, al di fuori dei loro diversissimi caratteri, cosa sia il bene generale della nostra federazione. Già in passato, quando allenavano insieme ad esempio. si sono scontrati. E’ cosa risaputa, poi si sono accordati».

DIVORZIO SUL RUOLO DEL DS – Ravetto è stato fatto fuori. In via Piranesi, nella sede della Federsci, il saluto di qualche dipendente, di qualche dirigente, di qualche tecnico. Ha consegnato la macchina di ordinanza, è sceso subito dal palazzo e ha raggiunto il bar. Un caffè amaro. Pacche sulle spalle, strette di mano. Claudione per una volta sembra aver perso quella sicurezza che lo ha sempre contraddistinto. Parla, saluta, sbuffa. E ci dice. «Non potevo fare il direttore sportivo. Non mi sono trovato d’accordo con il presidente sui compiti, sui ruoli. Se non posso scegliere gli allenatori, gestire completamente le risorse, avere libertà nei programmi e nella gestione, non ha senso fare questo lavoro». In ballo c’era poi il discorso della scuola tecnici federali, degli istruttori, della ricerca. Ma nulla da fare. «Due mesi a bagnomaria, ho saputo di essere a casa praticamente a luglio. Lo stile è proprio sbagliato, irrispettoso».

SENZA PELI SULLA LINGUA – E oltre a Rulfi, ha forse ragione la prima firma di sci di TuttoSport Paolo Viberti: «Ravetto paga il fatto di non avere peli sulla lingua, di dire quello che pensa, di voler fare il suo lavoro senza condizionamenti politici». Ravetto era ed è una risorsa per lo sci, ma evidentemente non è stato ritenuto tale. Appena appreso la notizia ci aveva detto subito: «Cacciato perchè ritenuto arrogante». Sarà…ma più che arrogante, Claudio Ravetto è ritenuto (ingustamente) un tipo scomodo.