Mamma Daniela, Andrea Truddaiu, Elena Sandulli, Ivan Nardi e papà Michele

A maggio, durante la festa di fine stagione dello sci club Livata, ha dato subito l’impressione di essere avanti. Diciotto anni e una maturità spiccata per la sua età. Già lo sport ti plasma e ti forma prima rispetto ai tuoi coetanei, ma nel caso di Elena questa caratteristica sembra ancora più accentuata. Parla di sport e prestazione, di stile di vita, di importanza fondamentale dell’istruzione e della cultura: lo fa con estrema naturalezza e semplicità. Valori che ha nelle corde: umiltà, impegno, dedizione, soprattutto quel «relativismo che ti fa mettere negli obiettivi della vita non solo lo sci», per dirla proprio con le sue parole. Scia e studia. Ed entrambe le cose le fa ad alto livello. Università a Innsbruck di un nuovo corso di giurisprudenza sul diritto italiano. E poi la squadra nazionale, il gruppo Coppa Europa dalla scorsa primavera nella compagine di Alexander Prosch. In nazionale alla fine del secondo anno Aspiranti. Tanta roba. E ora, è arrivata al terzo anno di categoria Giovani in Coppa del Mondo. Formata sciisticamente in Alto Adige con il fedele Ivan Nardi, sempre supportata da papà Michele e mamma Daniela con cui ha condiviso questo grande viaggio, per il terzo inverno agonistico difende i colori dello sci club Livata, sodalizio del Comitato Lazio e Sardegna. Elena è di Roma. Roma che scia, Roma che primeggia: questa convocazione è l’ulteriore segnale che nel centro e sud Italia lo sci che conta è stato definitivamente sdoganato. La convocazione di Elena in Coppa del Mondo sabato nel gigante di Soelden ha mille particolari, sfaccettature, tratti distintivi. Ma oltre al suo grande sogno che diventa realtà, questa convocazione rappresenta autentica linfa per un movimento che cresce, si struttura, soprattutto è professionale nella gestione del progetto e nella quotidianità di un lavoro serio. Frutto di tante cose. I club locali certo, ma anche la volontà della FISI di investire sul centro sud con il ruolo di coordinatore di Andrea Truddaiu e, sopratutto, con un budget dedicato. «Non può che essere una soddisfazione incredibile per Elena, per lo sci romano, per lo sci club Livata che è da tre anni la sua casa. Ivan Nardi e una famiglia di appassionati l’ha aiutata a crescere, lei da parte sua ci ha messo una voglia di mettersi in mostra sensazionale – fa sapere il tecnico romano -, il sogno di Elena, che è il nostro sogno, oggigiorno è una splendida realtà».

Elena Sandulli

IL VIAGGIO DI ELENA – E’ vero, quella voglia di mettersi in mostra. Ha ragione Truddaiu, ma aggiungiamo noi, è figlia di voler crescere ma senza montarsi mai la testa. «Essere al via sabato sul Rettenbach è fantastico. Comunque è un punto di partenza, non di arrivo – ci dice l’azzurra -,  da diversi anni salivo a Soelden nel fine settimana di gare per fare il tifo, oggi essere al cancellato di partenza mi riempie di una gioia indescrivibile. Sapevo che prima poi mi sarei tuffata anche io da quel cancellato, ed eccomi qua… Una grande avventura che ora deve proseguire…». E’ così Elena. Soelden è un altra fermata di un viaggio che speriamo siamo solo all’inizio. Come non fare il tifo per Elena? E allora, appuntamento sul Rettenbach Gletscher sabato mattina. 

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