Speed Opening: saltano anche le gare femminili e Franz Julen respinge le critiche degli atleti

Ancora caldo, ancora pioggia dal cielo, anche nella giornata di lunedì, quando il sentore di una nuova cancellazione era già nell’aria e nei concetti illustrati dai relatori della tavola rotonda che si è svolta a Châtillon. La Coppa del Mondo di sci alpino per quest’anno sarà orfana dello Speed Opening, l’evento transfrontaliero tra Svizzera e Italia, tra Zermatt e Cervinia. Dopo le gare maschili, anche quelle femminili sono state annullate dalla Fis; il controllo neve è stato effettuato questa mattina, dopo il rinvio di un paio di giorni concesso sabato, in occasione della verifica delle condizioni per le prove maschili. Questa mattina Cervinia si è svelata con una piacevole spolverata di neve, che però non è servita per sistemare il tratto conclusivo della pista. 

Un grande sforzo organizzativo e importanti investimenti finanziari (6.5 milioni circa il budget) che svaniscono nel nulla. Sciolti sotto un sole cocente anche a ottobre inoltrato, un meteo pazzo che ha impedito di preparare l’ultimo tratto della pista Gran Becca, diversa da tutte le altre, non per le caratteristiche tecniche, ma perché arriva in quota, attraversa due nazioni e rende l’organizzazione più complessa, vuoi per trasportare materiale, vuoi per le differenti normative tra Italia e Svizzera. 

Si parla però di un progetto a lungo termine, con tanto di contratto già firmato con la Fis. Perché per mettere in piedi un evento del genere era necessario avere garanzia almeno per un tot di anni. Il primo a prendere la parola è Franz Julen, che ha risposto per le rime alle critiche degli ultimi giorni: «Se qualche atleta si lamenta perché c’è un’ora di salita con gli impianti di risalita, bé allora deve cambiare sport. Chi ha un concetto nuovo, unico, che va fuori dal comfort riceve sempre critiche, se sono giustificate le prendiamo per migliorare, altrimenti no…».

È stato posto il problema del vento e così sono nate tre partenze, è stato chiesto di accorciare un po’ la pista e lo hanno fatto. Ma in questo periodo c’è anche chi ha puntato il dito sulla sostenibilità. Pronta risposta del presidente del comitato organizzatore: «Due terzi della gara sono su ghiacciaio, non conosco altre gare del genere in giro per il mondo – dice – Rispettiamo l’ambiente, non usiamo acqua, la pista è realizzata in maggioranza con neve naturale… Se mettiamo poi a confronto quello che è stato fatto per Pechino…».
E sulle reti di protezione dice: «La pista è abbastanza larga, ci sono file di reti B, abbiamo discusso se installare anche le A, ma poi è stata apportata qualche modifica per evitare di mettere pali in ferro conficcati nel ghiaccio». E sull’evento in generale dice: «È positivo per lo sport e il turismo, anche la Coppa del Mondo ha bisogno di questo tipo di innovazione, siamo sicuri sia la strada giusta e andiamo avanti nonostante le criticità dell’ultimo periodo». 

MOSSO, LE MONTAGNE UNISCONO – Di grande sfida ha parlato anche Marco Mosso, vice presidente e referente della parte italiana: «Abbiamo accettato una grande sfida sportiva e umana – spiega – arricchente anche dal punto di vista professionale. Le montagne non dividono, ma uniscono, è nata una bella sinergia tra Italia e Svizzera». Mosso ha tenuto a precisare che le altre gare di Coppa del Mondo hanno un traguardo in paese – o dove comunque si arriva con una strada – mentre in questo caso no. «Caratteristiche uniche, anche dal punto di vista della logistica, le critiche sono senza dubbio utili a migliorare». 

L’IDEA DI MAQUIGNAZ – Federico Maquignaz, presidente di Cervino Spa, è tornato a ricoprire questo ruolo da pochi giorni, subito dopo le dimissioni del predecessore Herbert Tovagliari. Ma è stato proprio Maquignaz, quando era già alla presidenza, a proporre a Franz Julen questo progetto. Era il 30 novembre 2019 e Julen ci mise molto meno di un minuto a rispondere “Sì, andiamo avanti”. «Una pista tecnica e spettacolare, con il Cervino alle spalle – sottolinea – incredibile lo sforzo impiegato per realizzare questa pista». 

Un pomeriggio ospiti dell’École Hôtelière di Châtillon – che avrebbe dovuto preparare circa 3.000 pasti in quota e far conoscere le prelibatezze della cucina locale ai vip – occasione anche per ascoltare la linea della Valle d’Aosta, che vuole veicolare e promuovere le sue eccellenze anche attraverso i grandi eventi: «Evento mitico ed epico ancor prima che partisse, inoltre abbiamo voluto creare una forte alleanza tra scuola alberghiera e produttori della Valle d’Aosta» spiega Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale a turismo e sport. Poco dopo prende la parola Luigi Bertschy, vice presidente della Regione, con delega agli impianti di risalita: «Investimento di risorse che guarda al futuro, la Coppa del Mondo serve a promuovere la nostra regione, questo appuntamento è semplicemente rimandato, purtroppo il meteo non è mai girato». 

Già, quel meteo che ha bloccato tutto: Coppa del Mondo maschile e Coppa del Mondo femminile. Cinque gare (gigante femminile di Sölden incluso) annullate in quattro giorni e subito a inizio stagione. 

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