Paris e Gross, le due facce (temporanee) della medaglia

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Parola di De Chiesa – «Non esaltiamoci e non disperiamoci…»

Parola d’ordine: piedi per terra! Facciamo una bella cosa…. Non esaltiamoci per Gross e non strappiamoci i capelli per Paris, le due facce, temporanee, della medaglia italiana maschile, raffigurate dagli unici azzurri sul podio in questa stagione.

PARIS – Parto da Dominik Paris, fantastico quest’anno ma, da una settimana, tormentato dall’incubo della stradina dove una volta si schiantò il buon Kernen, che ci lasciò il nome e qualche pezzo di carrozzeria. È un budello obsoleto dove, da quando hanno messo le reti sul lato sinistro, non c’è più spazio per “ scodare ” nel vuoto e imboccare la striminzita esse sul piano ghiacciato: se ne vedono di tutti i colori, dagli infelici accenni di uno spazzaneve a 100 orari, all’anticipata erezione del busto per sfruttare la famosa botta d’aria! Paris sembrava un pesce fuor d’acqua, impacciato e goffo in qualsiasi tipo di manovra tentata, tanto da perdere, nel migliore dei casi, più di mezzo secondo, un fardello psicologico che induce a strafare e a prenderle anche dove, sulla carta, si dovrebbe darle. Guarda caso, dopo la Kernen-esse, il nostro campione ha sciato nella scia dei vincitori.

GROSS – L’altra faccia della medaglia è il sorriso di Stefano Gross, 2° a Wengen 6 giorni dopo il trionfo di Adelboden. Confermarsi era difficilissimo, ma Stefano ha rotto il ghiaccio, ritrovando, come per incanto anche in gara, la magia che da 3 anni lo fa volare in allenamento, almeno nei periodi di tregua concessi dalla sua malandata colonna vertebrale. «Adesso tutti hanno potuto vedere il vero Gross, quello che ho sempre visto in training » , confida il suo ex-allenatore Jacques Theolier invitato in telecronaca RAI! Sono felice per Stefano e sono certo che continuerà a sciare sgravato del peso psicologico di dover dimostrare ciò che si è senza riuscirci in gara, ma al tempo stesso voglio metterlo al riparo dalle critiche e da quanti, appena sbaglierà o non salirà sul podio, saranno lì, con il fucile puntato, senza sapere cos’è lo slalom: una roulette russa… ad ogni porta!

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