Le mosse per i Giochi Olimpici del 2030, tra un anno l’assegnazione

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I movimenti per una candidatura olimpica per il 2030 non mancano, anche perché tra un anno, a luglio del 2024, a Parigi ci sarà l’assegnazione da parte del CIO. Per il 2030, con un pensiero già rivolto per il 2034.

La Svezia, battuta da Milano Cortina per il 2026, sembra intenzionata a riprovarci: ha già preparato nuovamente uno studio di fattibilità con Stoccolma cuore dei Giochi, Åre per lo sci alpino, Falun e Östersund per le discipline nordiche. Insomma, il comitato olimpico svedese sta procedendo spedito nella direzione olimpica.
In teoria, dopo un’edizione europea si dovrebbe passare in altri emisferi, ma le difficoltà delle potenziali candidate non mancano: Sapporo sembrava ben lanciata, ma gli scandali emersi per Tokyo 2020, hanno creato malumori nell’opinione pubblica giapponese, tanto per il presidente del Comitato olimpico Yasuhiro Yamashita ha già messo le mani avanti per una possibile ricandidatura nel 2034.

Vancouver sembra già defilata visto che non ha ottenuto il sostegno della British Columbia (anche se il comitato olimpico nazionale canadese ha lasciato aperto un qualche spiraglio, confidando in eventuali ripensamenti politici), e allora resta in ballo solo Salt Lake City. 
Il comitato olimpico nazionale statunitense si è mosso da tempo, al momento c’è ancora l’ipotesi 2030, ma è data un po’ troppo ravvicinata con Los Angeles 2028, tanto che il presidente del comitato organizzatore Fraser Bullock, così come il presidente del Comitato olimpico degli Stati Uniti Gene Sykes, vedrebbero meglio il 2034 come l’anno del Giochi Olimpici nello Utah.

E allora la Svezia potrebbe ritrovarsi altre due avversarie europee, Francia e Svizzera. Il principio di entrambi i paesi interessati è un po’ lo stesso, quello di non concentrare tutto su una singola regione o località (come era accaduto per Sion e il Vallese per il 2026). La Francia è stata la prima ad esporsi pubblicamente con un progetto che riguarderebbe tutte le Alpi, con i presidenti delle regioni Auvergne Rhône-Alpes e Provence-Alpes-Côte d’Azur, Laurent Wauquiez e Renaud Muselie, pronti nell’allestire un dossier olimpico comune. Sarebbe un ritorno dopo Albertville 1992 e una sorta di seguito a Parigi 2024.

Stesso discorso in terra elvetica. Swiss Olympic è in costante confronto con il CIO e sta lavorando fianco a fianco con le federazioni degli sport invernali, in primis ovviamente la Swiss Ski del presidente Urs Lehmann. Anche in questo caso sarebbe tutta la nazione a essere coinvolta nell’evento olimpico: interesse sì, ma ci sono ancora tanti aspetti da sviluppare e allora il 2034 potrebbe essere la data migliore. Certamente si spinge per un ritorno olimpico in Svizzera: St. Moritz ha ospitato le Olimpiadi invernali nel 1928 e nel 1948, poi un vuoto di decenni.

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