Le medaglie di Sankt Anton, la Coppa, le rimonte e le trasferte: il nuovo mondo di Lara Colturi

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SAN VIGILIO DI MAREBBE – Coppa del Mondo, Mondiali Juniores, poi di nuovo Coppa del Mondo. Lara Colturi non sta ferma un attimo. E dopo una lieve flessione di inizio gennaio, sembra aver trovato di nuovo la gamba dei giorni migliori. Ride e dice: «Ormai sono nel giro, sono sette mesi che faccio avanti e indietro e mi sto divertendo». Il primo gigante di Kronplatz lo ha chiuso al diciassettesimo posto, come a Killington: miglior risultato in carriera eguagliato, ma solo un altro piccolo mattoncino per continuare a crescere e a scalare le classifiche. «Per questo che ho deciso di non fare lo slalom di Sankt Anton, per partire in Coppa e cercare qualche punto – spiega -. Altrimenti avrei fatto l’ultima gara dei Mondiali Juniores, anche perché lo slalom è la mia disciplina ed è quella che mi ero prefissata di fare in Coppa del Mondo… prima di allargare i miei programmi». Ieri è stata premiata anche per aver centrato la qualificazione con il pettorale più alto, il 51.

E poi torna sui Mondialini: «Il gigante in Austria? Mi aspettavo qualcosa in più, ma va bene così». Alla sua prima partecipazione ai Mondiali Juniores ha conquistato il titolo di superG, il bronzo in rimonta del gigante, chiudendo quarta la discesa. Non è la più giovane di sempre, ma è lì tra le primissime di questa particolare classifica. «Sono al primo anno e direi che va bene così».

In testa, dal primo gennaio, ha uno sponsor di quelli pesanti. Che fa rima con Red Bull e pensare che fino allo scorso anno gareggiava nel mondo dei Children. Tra Alpe Cimbra e Memorial Fosson. «Questo salto non è un problema, le piste ora sono sempre lavorate bene, perfette anche se parti molto indietro – aggiunge -. Giù per la Erta ho avuto sensazioni stupende, mai mi sarei immaginata un pendio del genere. Dopo la prima porta ho capito che la neve era perfetto e mi sono detta allora andiamo. Nella seconda ho commesso qualche errore in più, ma sono comunque contenta».

Parte senza farsi scrupoli, all’attacco, con il solo obiettivo di qualificarsi e poi fare una bella seconda manche. «Sto crescendo piano piano e sono fiera di me». Oggi un’altra occasione sulla Erta, poi pulmino acceso, destinazione Spindleruv per i due slalom, ma forse con una tappa intermedia a Tarvisio per il gigante EYOF di domani. Sempre in movimento.

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