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Una stagione da incorniciare, quasi perfetta, neanche nei migliori pensieri di Dominik Paris poteva esserci un finale così. Si è portato a casa la coppa di superG, oltre al titolo mondiale ad Åre, nella stessa disciplina. E per un nulla non strappa a Beat Feuz anche la sfera di discesa. Sarebbe stata una doppietta travolgente.

Andiamo ad analizzare la sciata di Domme, per capire soprattutto come e perché ha vinto. Il cambio netto di marcia è arrivato a Bormio, su quella Stelvio che rappresenta una delle sue piste preferite. Sull’impegnativo pendio ha centrato la prima delle tre doppiette – intese come discesa e superG nello stesso fine settimana di gare – della stagione. Questi successi non sono arrivati casualmente, anzi: Domme ha trovato il giusto set-up nei materiali, soprattutto quando ha deciso di cambiare lo scarpone. Lo ha testato, ci ha apportato qualche piccolo accorgimento e la sua sciata è cambiata notevolmente. 

Si tratta di uno scarpone più grande di qualche millimetro, che gli permette di dosare meglio le pressioni a inizio curva. Quando lui va a caricare lo scarpone, imprime una spinta che in pochi riescono a dare, grazie anche alla sua forza muscolare e alla sua massa imponente. Con il vecchio scarpone spesso gli capitava di spingere talmente tanto da imbarcare la punta dello sci in modo quasi anomalo ed esagerato; questo gli faceva incidere troppo con le lamine nella neve, le sue traiettorie di curva erano a volte troppo rotonde, ma soprattutto quella spinta gli faceva prendere dei rimbalzi strani con i piedi che spesso gli scappavano in avanti in modo inaspettato, causando una posizione arretrata e un’apertura di busto. Tutte queste problematiche, oltre a fargli perdere velocità, gli toglievano sicurezze ed equilibri che non gli permettevano di sciare sciolto. Sicuramente stiamo parlando di pochi centesimi a curva, ma ogni anno che passa il livello medio in Coppa del Mondo si sta alzando in modo esponenziale e anche qualche piccolo centesimo ti fa vincere la gara oppure rimanere giù dal podio.

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Paris con il nuovo pacchetto scarpone-sci ha completamente cambiato il suo inizio curva che ora è molto solido e sempre in equilibrio su tutti e due i piedi. Così facendo riesce a spingere da subito sullo sci senza imbarcarlo troppo, senza prendere rimbalzi e arretrare. Inoltre fa velocità in curva e allo stesso modo riesce a essere bello sciolto e morbido nei tratti di scorrevolezza. Lui stesso ci ha parlato di come riesca a scendere a 130 chilometri all’ora ed essere sempre in controllo e padrone di quello che sta facendo, lui decide e sugli sci fa quello che vuole. L’aspetto che più ci impressiona è vederlo divertirsi in mezzo ai pali e in gara, nonostante abbia mille pressioni addosso che solo lui e pochi altri al mondo riescono però a tramutare in voglia di scendere ancora più velocemente.

Tutto questo senza crearsi aspettative esagerate e mantenendo la spensieratezza di un atleta che ha raggiunto l’apice della maturazione tecnica, ma soprattutto mentale. Da metà stagione fino alle Finali di Soldeu mi ha stupito gara dopo gara. Quando voleva spingere per fare il tempo e cercare il limite, lo faceva senza sbavature: nessuno è riuscito a tenere il passo. 

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Dominik è diventato il discesista italiano più vittorioso di sempre e davanti a sé ha ancora tanti anni di carriera. Ora ha raggiunto una maturità e una consapevolezza dei suoi mezzi che non ci lasciano dubbi: sarà protagonista anche in futuro. Mancano la coppa di discesa e una medaglia olimpica, ma Domme ha davanti un triennio molto importante che gli potrà regalare grandi soddisfazioni e tanti successi. E magari, arriveranno proprio quei trofei che ancora mancano nella sua già ricca bacheca.

Lui ci crede fortemente e noi ci crediamo ancora di più, perché in questa stagione ha dimostrato una crescita esponenziale, una maturità che in pochi hanno e soprattutto una fame di vittorie pazzesca. Ora che ha trovato il materiale perfetto per il suo modo di sciare, sono convinto che in pochi lo potranno battere. 

Dovrà solamente sistemare quelle due o tre gare in cui fatica ancora a trovare il grande risultato, come Wengen e Val Gardena. E poi sarà veramente pronto per alzare in cielo anche la coppa del mondo di discesa libera. Vai Domme, noi ci crediamo.

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