La schiena fa troppo male. E' stato campione del mondo giovanile di libera

Sembra ieri, anche se era un anno e mezzo fa. Una pizzeria nel centro di Milano, di quelle da tre turni a sera e quindi anonime e fredde. C’è Hagen. E Hagen che non ce la fa a stare seduto. Nemmeno venti minuti per una pizza dopo l’ennesimo pomeriggio trascorso in Physioclinic fra laser e massaggi, fra piscina e fisioterapia. Hagen che si alza con una smorfia di dolore. Hagen che ha il mal di stomaco e la faccia sofferente talmente le fitte sulla schiena lo infilzano, lo scuotono, lo segnano. E soprattutto, lo scoraggiano. Hagen che saluta e se ne va. Sconsolato e preoccupato. Con un dolore così d’altronde, dopo poi averne provate tutte, perfino l’intervento chirurgico, non vai da nessuna parte. Se fai fatica a camminare, e a volte perfino a sederti, non potrai mai fare una curva in conduzione con gli sci a cento chilometri orari. Non potrai mai tenere linee al limite, non potrai mai combattere ghiaccio, velocità, forza centrifuga.  E’ stato campione del mondo giovanile di discesa, campione italiano assoluto e gareggiato in Coppa del Mondo. Era un promessa, una quasi realtà. Non un giovane qualsiasi, ma quando non riesci a stare bene fisicamente non si può competere per l’alto livello. E’ la dura legge dello sport, quello vero.

FINE – Hagen Patscheider, ventiseienne di Curon Venosta, ha deciso di abbandonare l’attività agonistica. Campione del Mondo Juniores di discesa nel 2008 sulle nevi spagnole di Formigal 2008, ha disputato oltre trenta gare in Coppa del Mondo. Il  miglior risultato il ventitreesimo posto in superG a Kitzbuehel nel 2011. Poi cinque podi in Coppa Europa e il titolo di campione Italiano assoluto di discesa nel 2012. L’atleta della Val Venosta l’anno passato si era fatto operare in Francia per l’asportazione di un’ernia, ma nonostante un inizio stagione promettente, i dolori si sono fatti sentire nuovamente condizionandone le prestazioni.

ECCO HAGEN – Ci dice Hagen Patscheider: «Il mio obiettivo è stato sempre di dare il massimo, cercando di raggiungere i miei limiti. Nell’ultima stagione non mi sono più sentito in grado di dare tutto, sia per problemi fisici e sia per la motivazione che è venuta meno. La decisione di smettere non è stata una scelta facile da prendere, ma sento dentro di me una certezza che è arrivato il momento di dare l’addio alle competizioni. Lo sci mi ha regalato tanti momenti indimenticabili e sono molto contento di aver vissuto la vita da atleta con i suoi alti e bassi, adesso mi piacerebbe andare avanti con gli studi universitari. Ringrazio il Centro Sportivo Carabinieri che mi ha da sempre sostenuto e dato la possibilità di allenarmi ad altissimo livello così come il mio Sci Club – S.C. Resia – che mi ha cresciuto. Un saluto speciale va al mio allenatore Stefan Thoeni che mi ha seguito da 14 anni. La Sudtiroler Sporthilfe/Assisport Alto Adige che mi ha sostenuto a livello giovanile. E poi FISI, il Comitato Alto Adige, e ovviamente la famiglia, che mi è sempre stata vicina. Mia mamma Sybille, che dopo la perdita di mio padre Reinhard, quando avevo dieci anni ha fatto un miracolo dandomi la possibilità di continuare a sciare. Un ultimo ringraziamento ai miei sponsor. Al principale ‘Ferienregion Reschenpass – Passo Resia’, poi Head, Atomic, Leki e Uvex».

IL COMMENTO DEL COMANDANTE CARRARA – Afferma a proposito il Comandante del Centro Sportivo Carabinieri,  Davide Carrara: «Quando un atleta decide di abbandonare l’attività per motivi fisici è sempre un dispiacere, in prima persona per l’atleta stesso e per la sua famiglia che hanno investito anni di sacrifici, ed è un peccato per il mondo dello sport italiano in quanto Hagen era una promessa dello sci che non è riuscito ad esprimersi ai massimi livelli per problemi fisici. Sono sicuro che saprà distinguersi anche nella sua avventura e lo farà con successo».