Peter Fill sulla Olympiabakken ©Agence Zoom

Bravissimo Peter Fill: sigla la sua terza vittoria in carriera, prima in superG, andando anche a cogliere la terza vittoria stagionale per il settore maschile. Non solo, sfiora la doppietta con un ottimo secondo posto in discesa che lo tiene in lizza per la conquista della coppetta di specialità. Peccato un grosso errore che lo allontana dalle prime posizioni nella prima giornata di gare del weekend, poteva essere un vero trionfo. Peter è un grande di questo sport, attualmente l’atleta in attività che ha più partenze in coppa del mondo 325, superato solo dall’attualmente infortunato Aksel Svindal che ne vanta 362. Sono 9 le sue partenze alle gare olimpiche, 22 a quelle Mondiali. Enorme quindi l’esperienza che lo porta a cogliere al balzo le occasioni che gli capitano e che, soprattutto, gli consente di non sbagliare quasi mai; pochissimi anche gli infortuni nella sua lunghissima carriera. Come detto, finora due erano le sue vittorie: la prima nel 2008 a Lake Luise che possiamo definire la discesa più facile della WC, la seconda a Kitzbuhel lo scorso anno che è forse la discesa più difficile al mondo. Altre 16 volte finisce sul podio spesso battuto solo da grandissimi con Bode Miller, Didier Cuche, o appunto Aksel Svindal suo coetaneo.

MEDAGLIE IRIDATE – Domenica si è tolto la soddisfazione di vincere anche in quella che personalmente ritengo la disciplina che più gli si addice: il superG dove peraltro aveva già conquistato un argento iridato nel 2009 a Val d’Isere, per la precisione il 4 febbraio giorno del mio compleanno. Lo ricordo perché insieme tagliammo la torta in casa Italia mentre, purtroppo per noi, nello stesso momento in casa Svizzera festeggiavano la vittoria Didier Cuche e il compleanno dell’allora D.T. Martin Rufener (attualmente con la squadra canadese medagliata a Saintz Moritz). Anche ai mondiali di Garmisch 2011 Peter salì sul podio, terzo in combinata e fu per lui una grossa soddisfazione poter dedicare quel podio al padre appena uscito da una grave malattia che per mesi lo aveva tenuto in apprensione. Visti appunto i buoni risultati in tante discipline, ivi compreso il gigante, per un periodo si pensò addirittura che Fill potesse essere proprio quell’atleta polivalente che da tanto l’Italia cercava per avvicinarsi alla conquista della WC generale, ma problemi fisici e facilità di andare in over training ne bloccarono le ambizioni. Ora si conosce bene Peter, come detto ha una enorme esperienza, speriamo che riesca a conquistare per la seconda volta la Coppa di specialità, sarebbe una impresa storica come già lo è stata quella della scorsa stagione, serve il colpo d’ala, l’impresa di un giorno che non gli è riuscita a St.Moritz, speriamo sia questa la volta buona.

SEGNO DI MATURITA’ DEDICARE LA VITTORIA ALLO STAFF – Voglio poi sottolineare un altro particolare che mi ha favorevolmente colpito di questo weekend vincente di Peter, il suo dedicare la vittoria allo staff, bravo! Gli atleti normalmente non lo fanno molto, sbagliando perché chi lavora dietro le quinte ha il bisogno e il diritto di essere pubblicamente gratificato, questo fa in modo che raddoppi le energie a favore del proprio assistito. Anche in questo Fill si dimostra maturo, scaltro nel premiare il suo staff perché è lui per primo che lo ha fortemente voluto, scaltro tatticamente in gara, bravo a gestirsi fisicamente e a utilizzare quella enorme classe tecnica che ha sempre dimostrato, peccato solo che il tempo passi troppo velocemente anche per lui.

PARIS, HEEL E I GIOVANI- Sono fortemente preoccupato per l’apatia di Dominik Paris, certo ha vinto Kitzbuhel ma urge far qualcosa che lo scuota e lo porti finalmente a dimostrare tutto il suo valore. Un saluto a Werner Heel che va ancora a punti sulla pista a lui preferita dove vinse la sua prima gara di coppa nel 2008, non molto bene invece tutti gli altri giovani purtroppo fuori dalla zona punti.

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