La stagione è finita sulle Dolomiti. Gran parte degli impianti di risalita sono chiusi e transitando nel centro di Cortina d’Ampezzo si percepisce che è ora di vacanze. Di rifiatare dalla stagione olimpica, prima della riapertura estiva. L’inverno è concluso, ma non ancora per tutti. È fine aprile e a Col Gallina si scia ancora. Qualche sciatore che scivola per diletto, tanti, tantissimi tracciati per gli atleti. C’è anche il gruppo delle Fiamme Oro di Moena, capitanato da Michel Davare, originario proprio della conca ampezzana. Ci sono gli atleti della formazione di sede e per l’occasione c’è anche Anna Trocker che giorno dopo giorno è cresciuta e, silenziosamente, ha iniziato a raccogliere risultati un po’ dappertutto.
Neppure una gara di Coppa Europa, ma due successi (e punti preziosi) nelle Nor-Am di inizio inverno, la convocazione ai Giochi Olimpici, il doppio titolo iridato Juniores in gigante e slalom, due top 10 alle finali di Coppa del Mondo e ancora i due titoli italiani assoluti a Sestriere.
Anna Trocker, diciassette anni, in pochi giorni è balzata agli onori delle cronache. Vive a Fiè allo Sciliar, è cresciuta con il Seiser Alm Ski Team nel cuore e materiali Salomon ai piedi. La sua storia sulla neve parte da molto lontano, Anna aveva tre anni e seguiva mamma Manuela (Mair, ex sciatrice azzurra). Scopre quasi subito l’amore per questo sport, che ora ha iniziato a regalarle le prime soddisfazioni.
«Mi piaceva tantissimo – ricorda – Con il tempo sono entrata nel club e ci siamo sempre divertiti molto tra amici. Anche con qualche infortunio non ho mai perso la passione. Ho avuto anche la fortuna di incontrare Arnold, dal quale ho imparato moltissimo, e a lui voglio dedicare questa stagione».
Già Arnold. Di cognome fa Karbon ed è il papà di Denise. Ancora oggi è in pista e anche questa stagione ha seguito Anna (quando non impegnata con i programmi Fisi), che da pochi giorni è ufficialmente in Polizia. Non solo tecnica, Arnold ha saputo trasmettere passione e crescere atleti come Anna, come la sorella Nadine e come tanti altri giovani della zona.

L’Alpe di Siusi è terra di grandi campioni. Oltre a Denise Karbon, c’è anche un certo Peter Fill, re di Kitz e della discesa una decina di anni fa. «Nel mio percorso di crescita mi sono ispirata molto a loro, che conosco da quando ero piccola – aggiunge Anna – Ho seguito sempre la loro carriera, ho osservato come si allenavano e capito che se non dai il massimo, non puoi arrivare ad alto livello».
È tranquilla Anna, ha un legame particolare con la sorella Nadine («che è anche la mia migliore amica»), non si scompone neppure quando parla dei primi risultati ottenuti in questa stagione, definita «inaspettata».

Ripercorre uno a uno quei giorni di fine marzo, con il sorriso ma anche con la consapevolezza di essere ancora all’inizio di un percorso. «Ho avuto la possibilità di vivere tante esperienze, di conoscere persone nuove e di osservare da vicino le più forti al mondo – dice -. Pressione? Non so bene perché, ma uscita dal cancelletto pensavo solo a divertirmi, a sciare come so fare, senza farmi prendere dall’ansia».
Una calma sorprendente, ampio margine di miglioramento. E ha approfittato degli ultimi giorni al Col Gallina per mettere a punto un paio di accorgimenti tecnici e di testare qualche sci Salomon, sotto lo sguardo anche di Davide Simoncelli.

Ora si attende di capire quali saranno gli sviluppi azzurri, mentre una prima certezza è già arrivata ed è rappresentata dall’ingresso nelle Fiamme Oro come la sorella Nadine. «Essere stata accolta in questo team rappresenta un grande aiuto per poter continuare a praticare questo sport anche in futuro, e ne sono molto felice».
Ora gli ultimi giorni di scuola, poi sotto con la nuova stagione. «Per continuare a crescere ancora». Senza stress, senza pressioni, con la stessa naturalezza mostrata durante questa stagione.


