Federica Brignone: «Un’emozione lunga una stagione. Mai avrei pensato di vincere tanto»

Scortata dai Carabinieri, in mezzo a un mare di folla, andamento a passi lenti tra i tifosi del Fan Club in delirio e tanti giornalisti in attesa. Per qualche minuto al Gate A della sezione “Arrivi” all’Aereoporto di Malpensa è sembrato di rivivere un momento storico con Alberto Tomba, o perché no, lo sbarco di qualche calciatore famoso. E del resto a oggi, con Jannik Sinner ancora ai box, probabilmente Federica Brignone è la sportiva più famosa d’Italia. E non solo… Eccola toccare svariati argomenti nei vari colloqui con la stampa.

Federica Brignone ©Pentaphoto

GIOIA
«Mi sono emozionata tutto l’anno. Ho vissuto di emozioni per tutto l’inverno. Il risultato è una conseguenza di quello che in realtà ho fatto tutto l’anno anche in allenamento, fin dalla scorsa estate. L’aspetto più bello è che sono riuscita a mettere in pista il mio miglior sci in quasi tutte le manche e quando ci riuscivo ero quasi sempre davanti. La mia consapevolezza più grande è che il mio 100% valeva un grande risultato, poi in alcune condizioni di più, in altre di meno. Ma questa resta la cosa più bella in assoluto. Mi sono sorpresa di me stessa: riuscivo ad arrivare in partenza e concentrarmi solo sulle cose giuste da fare, su quello che serviva veramente. Senza perdere la testa su altre cose pensando al risultato o a situazioni che ti mettono più pressione. Chi mi ha visto sciare dall’estate scorsa sa che ho più o meno espresso questo livello. Certo, poi l’aspetto più difficile rimane riprodurre il tutto in gara, non è scontato. La scorsa stagione era già stata super per me, poi mi hanno detto ‘però non hai vinto niente’. E’ vero, non ho vinto niente nel 2023-2024, ma sono stata seconda in generale, seconda in gigante, seconda in superG, quindi comunque un’annata agonistica più che soddisfacente. Mi era mancato qualcosa, forse perché ho alzato le aspettative, mi sono messa fin troppa pressione cercando di dare il 110%. Ma il 110% non esiste nello sport. Esiste il 100%».

Davide Brignone ©Pentaphoto

DAVIDE BRIGNONE
«Da quando mio fratello è entrato ufficialmente nello staff della Nazionale non è stato più un obbligo per me dimostrare con i risultati che fosse una scelta giusta. Mi ha tolto di dosso moltissima pressione, mi ha liberato e da lì sicuramente sto meglio. E’ stato il primo a crederci per la Coppa del Mondo generale, che io invece vedevo come qualcosa di impossibile da raggiungere. Abbiamo fatto una scelta difficile a partire dal gennaio 2017, ma sono orgogliosa di averla fatta. Voglio ringraziare però anche tutto lo staff. Un’altra persona che è sempre con me è Mauro Sbardellotto e senza di lui non so se avrei mai creduto nella possibilità di fare bene anche in discesa, in velocità, è lui che ha iniziato ad aiutarmi ancora prima che mio fratello entrasse nello staff. Vorrei ringraziare anche tutti gli allenatori della Nazionale, perché io sono una che lavora con il gruppo, con la squadra, con le altre ragazze. Quindi ringrazio il preparatore e il fisioterapista e tutti gli altri tecnici. Negli ultimi 2-3 anni mi sono veramente divertita, ho trovato un gruppo fantastico, e tutto questo mi ha permesso di vivere bene anche quando sono in giro. Noi siamo in giro più di 200 giorni all’anno, sempre fra noi, e quindi il fatto di avere un gruppo coeso e che lavora bene assieme è fondamentale, perché altrimenti diventa tosta la situazione. Io sono sempre stata una di compagnia, mi piace condividere tutto anche con le altre ragazze. Per questo il fatto di aver un bel gruppo soprattutto negli ultimi anni mi ha aiutato tantissimo a stare più serena, divertirmi di più e ha giovato anche ai miei risultati. E’ tutto un insieme di cose, alla fine dei risultati del genere da soli non si realizzano. Ok, io finalizzo, metto fuori i bastoni del cancelletto, ma se non avessi delle persone che lavorano con me e per me, questa cosa non sarebbe possibile».

Federica Brignone ©Pentaphoto

FESTA
«La FIS aveva previsto una festa a Sun Valley a circa metà delle Finali. Una delle mie migliori amiche possiede diversi cavalli, li adora, va a cavallo e quando le ho detto che ci sarebbe stata una serata stile “country” mi ha detto: “Ho io gli accessori giusti per te!”. E mi ha prestato una giacca piena di frange che ho sfoggiato durante la festa della FIS, poi mi sono fatta prestare cappello e stivali, anche se con gli stivali avevo un male ai piedi tremendo e siccome mancava ancora il gigante mi sono detta ‘ok lasciamo perdere, magari sarò un po’ meno carina, ma amen’. E’ stato divertente. Io vivo di sci e quando sono in allenamento sono una ligia al dovere, non sgarro mai. Ma sono anche una che si gode la vita e se c’è qualcos’altro da fare di divertente, rispondo subito presente. Anzi, sono la prima».

NELL’OLIMPO COME VEZZALI, COMPAGNONI, PELLEGRINI, SIMEONI
«Qualcosa di bellissimo, speciale, mai avrei pensato di poter vincere tanto. E poi sicuramente gareggiare nell’epoca Shiffrin, Gut-Behrami, Vonn non è così facile, no? Quindi ancora di più i miei risultati hanno un grandissimo valore. Io ho sempre cercato di migliorarmi ogni anno. Probabilmente ho mostrato le stesse qualità degli ultimi 23 anni, ma sono riuscita a riprodurle sempre, ogni weekend. Ho avuto più costanza rispetto agli anni passati. Quest’anno sono riuscita a mettere assieme tutti i pezzi in ogni weekend. Resta l’aspetto più positivo della stagione».

©Pentaphoto

MILANO-CORTINA 2026
«Ogni stagione ha una storia a sé. Certo, non è che torno indietro, disimparo a sciare o il mio fisico crollerà di botto. No. Però quando riparti con le gare è una nuova stagione, può essere tutto completamente diverso e devi accettarlo, il nostro sport è fatto così. Portabandiera? Anche solo essere considerata è qualcosa di speciale. Spero che Vlhova torni, ha avuto un bruttissimo infortunio, l’hanno appena ri-operata. Infortunio vero, un peccato per tutti e mi dispiace tanto per lei. Mi concentro su me stessa, ci sono tante atlete che possono battermi. Le medaglie ai Giochi saranno tre, dipende soprattutto da me, da quello che sarò io in pista. Pressione? Sicuramente arrivare a un’Olimpiade in casa con il mio palmares sarà tosta, stressante. Cercherò di stare tranquilla, di isolarmi, perché se vuoi portare a casa dei risultati a un evento del genere dove tutti gli occhi sono puntati su di te, hai bisogno di essere brava, di gestire la pressione e tutto quello che c’è intorno. Stagione per stagione le cose cambiano e io mi auguro di essere ancora così in forma l’anno prossimo e avere le stesse sensazioni, essere competitiva. Però può anche succedere tutto il contrario. Ai bambini dico sempre di divertirsi, è quello che ho sempre cercato di fare io da bambina e da adolescente. Poi da quando è diventata una cosa seria mi sono impegnata al 100%. Ma ai bambini posso dire solo di divertirsi, lo sport è bello per quello».

Federica Brignone ©Pentaphoto

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