Cecchino Sorio: «Fondamentale aver sfruttato l’occasione di Garmisch»

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Ci sono trentesimi posti e trentesimi posti. Quello oggi sulla bavarese Kandahar di Garmish Partenkirchen di Daniele Sorio ha davvero valore. Classe ’94, bresciano, prima dentro poi fuori squadra azzurra. Supportato dall’Esercito e in particolare modo da papà Silvano, una griffe che conta sul mercato degli #InossidabiliSenior. Una carriera dura quella di Dani. Non solo per la sua malattia che ha scoperto da bambino, ovvero l’artrite reumatoide, ma per dover cambiare quasi ogni anno squadre, gruppi, riferimenti. Per fortuna, uno di riferimento è rimasto: Silvano. Quella di Sorio è una di quelle carriere che abbiamo sempre sostenuto con vigore. Sono quelli che lottano, quelli duri a morire, quelli spesso a margine del sistema. Quelli che a volte i quadri tecnici avrebbero fatto anche volentieri a meno. Ma invece Sorio ha lottato. Fis e Coppa Europa. Qualche partecipazione in Coppa del Mondo, quattro in quattro anni. Praticamente nulla. L’anno scorso un paio di risultati a ridosso del podio in Coppa Europa lo hanno fatto inserire fra gli atleti di interesse nazionale questa stagione e così nel circuito continentale è arrivata la garanzia di fare tutti i giganti. E in questo modo, grazie al quinto posto di Meribel, eccolo convocato per l’appuntamento tedesco di Coppa del Mondo.

PAROLA A SORIO – Oggi ha portato a casa la prima qualifica. Ma ecco Dani cosa ci ha detto dopo la prestazione sulla Kandahar: «E’ buono il mio momento di forma, così ho pensato che l’occasione odierna era da sfruttare per forza. L’anno scorso ero stato vicino alla qualifica a Kranjska Gora, oggi ho centrato l’obiettivo. Era importante stare dentro, ero al via con il 51 e la pista era insidiosa ma ancora al limite, fattibile insomma. Sono sicuramente soddisfatto per la prima qualifica, peccato solo non aver fatto bene la seconda manche ma per oggi posso dire che va bene così. Aspetto altre occasioni per fare meglio». 

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