A Sölden il più forte è Marco Odermatt

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SOELDEN – Danza tra una porta e l’altra Marco Odermatt. E non è più una notizia, se mai una semplice conferma del suo talento e della sua classe. Inizia nel suo segno la Coppa del Mondo, vince e convince, con una prima manche solida, una seconda altrettanto piacevole da vedere, seppur con qualche rischio nel tratto alto. Non importa se la pista è liscia o se presenta qualche segno, lui risponde presente e si prende il primo gigante della stagione, quello di Soelden che è tornata in grande spolvero dopo gli anni del Covid e fatto ancora una volta il pienone. 

Un evento sempre piacevole e sentito un po’ da tutti, un primo giorno di scuola dopo mesi lontani dalle gare. In gigante, si riparte da dove si aveva finito. E cioè da Marco Odermatt che rifila 76/100 allo sloveno Zan Kranjec, che torna sul podio in Coppa del Mondo (nono della carriera) a distanza di un anno, quando proprio qui sul Rettenbach concluse al terzo posto, senza ovviamente considerare la bellissima medaglia d’argento nel gigante olimpico. 

E poi c’è Henrik Kristoffersen, con i suoi nuovi sci – che fanno discutere un po’ gli addetti ai lavori soprattutto dei materiali – che sembra (anzi, sono) un mix di più pezzi o meglio di più brand. È terzo, a 97/100 e davanti ad altri due connazionali. Lucas Braathen si piazza quarto, Rasmus Windigstad è quinto, recuperando ben sette posizioni. 

Alexis Pinturault davanti a migliaia di persone ©Agence Zoom

Ma la rimonta del giorno porta la firma di Tommy Ford, che sfrutta appieno una pista più pulita e recupera addirittura venti posizioni, passando dalla ventesima della prima manche (con pettorale 35) alla sesta finale. Scivola più indietro Loic Meillard, bel recupero anche per Stefan Hadalin (diciannove posizioni recuperate), mentre sprofonda Alexis Pinturault, che parte in salita e solo con un ventesimo posto. 

Tommy Ford ©Agence Zoom

Nel primo gigante di Soelden poca Italia. Dopo la prima manche si era qualificato solo Giovanni Borsotti, ma nella seconda il piemontese scivola in cima al muro e compromette tutto. Rimane dentro, arriva fino in fondo e chiude ventottesimo, a oltre cinque secondi e mezzo. 

Nei primi trenta, sei sono norvegesi (sette se si conta Kilde uscito nella seconda manche), nessuno come loro, neppure l’Austria e la Svizzera. Ma intanto là davanti a tutti c’è Marco Odermatt, che ha subito lanciato un segnale. E che risponde presente a una stagione che finalmente è iniziata. 

Classifica live

(news in aggiornamento)

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