La Coppa del Mondo femminile ha già perso per strada due prove, quelle di Narvik. Una situazione momentanea: la Fis è già al lavoro per trovare una località pronta al recupero. Il calendario di 40 gare, in venti località, è ora sceso a 38. Meno velocità e più specialità tecniche: nove superG e discese (oggi 8, senza Narvik), 12 gigante e 10 slalom. Diciotto prove “speed” contro le 22 “tech”.
Cambieranno gli equilibri? Difficile dirlo alla vigilia di una stagione in cui la regina Mikaela Shiffrin ha preso altre strade. Lei che ha vinto tutto in slalom, quest’anno vuole puntare su altre specialità. Sicuramente il gigante, inserendo con convinzione il superG. Tra i rapid gates ci sono in palio 1.000 punti, l’americana molti li metterà da parte perché la sua partecipazione in slalom non sarà costante. Ne farà qualcuno, non tutti: certezze in meno per esplorare qualcosa di nuovo.
«Non voglio che si pensi che abbia deciso di lasciare lo slalom – chiarisce Shiffrin – Non è assolutamente questo il messaggio che voglio dare, né penso che lo slalom abbia perso il suo fascino o la sua capacità di stimolarmi. E non voglio nemmeno che questa scelta venga interpretata come un passo indietro, perché non è affatto così che la vivo».

Resta senza dubbio una delle favorite per la stagione agonistica che partirà sabato 24 ottobre da Sölden, ma ancor di più non va sottovalutata la classe di Emma Aicher, otto anni più giovane, già grande protagonista lo scorso anno. Una gara dopo l’altra ha tenuto aperta la sfida per la generale, cedendo la coppa assoluta per soli 102 punti.
Aicher può fare forza su tre specialità: superG e discesa e slalom. Una delle pochissime polivalenti in circolazione, che proverà a racimolare qualche punto in più in gigante, a iniziare da quello previsto sabato sul Rettenbach.
«Finché proverò gioia in tutte e quattro le discipline, continuerò così – racconta la tedesca – Che Mikaela in futuro voglia rinunciare ad alcuni slalom, personalmente lo trovo un peccato: lei caratterizza questo sport. Ma è chiaro che, quando gareggia, resta il punto di riferimento con cui tutte noi dobbiamo misurarci».
Il muro di Sölden non è proprio il pane di Aicher, ma cercherà subito il graffio sul ghiacciaio austriaco. «Dopo una pausa così lunga, ho semplicemente voglia di tornare al cancelletto di partenza – aggiunge – L’atmosfera sul Rettenbach è ogni anno speciale, anche se il tratto ripido dal punto di vista tecnico mi dà ancora qualche pensiero. Ma proprio questo è lo stimolo per fare meglio stavolta».

CERTEZZE E RITORNI
In gigante, la sciata di Julia Scheib ha incantato il mondo lo scorso anno. Meritatamente si è presa la prima coppa della carriera, partendo subito forte, proprio con una vittoria a Sölden. Proverà a far impazzire di nuovo i tifosi austriaci, che da anni aspettavano una nuova stella.
La neozelandese Alice Robinson è sempre pericolosa quando si parla di gigante e di superG, le manca sicuramente un po’ di continuità per provare ad ambire alla coppetta di specialità. C’è curiosità per conoscere i progressi, così come sarà interessante osservare la reazione di Petra Vlhová, che torna a gareggiare in gigante dopo praticamente tre anni.
La slovacca è reduce da un percorso davvero difficile. Dal 20 gennaio 2024 ha disputato due sole gare, la combinata a squadre e lo slalom dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. Ora ritorna anche tra le porte larghe, con ancora qualcosa da dire.
«Il mio atteggiamento mentale è diverso rispetto a qualche anno fa – ha spiegato la trentunenne – Prenderò tutto quello che viene, se sono qui è perché ho comunque ancora voglia di vincere. Ho però bisogno di un po’ di tempo per essere competitiva».

Camille Rast sogna in grande, alla luce delle recenti dichiarazioni di Mikaela Shiffrin. Ma ogni stagione ha la sua storia e prima di tutto bisogna partire, vincere, trovare costanza e punti fondamentali. L’elvetica però lo scorso anno ha dimostrato di essere competitiva in due specialità, chiudendo poi terza nella generale.
«La Coppa? Per me, l’obiettivo è davvero quello di proseguire il mio cammino, continuare per la mia strada, a lavorare, rispettare le persone con cui lavoro, in modo da poter progredire con energia positiva e continuare ad amare ciò che facciamo» ha detto.
Lara Colturi resta giovane di anagrafica con i suoi 19 anni, sportivamente parlando si affaccia invece alla quinta stagione di Coppa del Mondo. Lo scorso inverno è partita nel migliore dei modi, con quattro podi nei primi mesi, poi ha proseguito tra alti e bassi. Ha cambiato parecchio questa estate, a iniziare dai materiali, ora è pronta a varcare il primo cancelletto di una nuova stagione.

PESANTI ASSENZE E RITIRI
Anche il settore femminile deve fare i conti con diverse atlete che hanno posato sci e scarponi e annunciato il ritiro. Su tutte Lara Gut-Behrami, sfortunatissima lo scorso inverno. Il nuovo infortunio al ginocchio alla vigilia della stagione olimpica è stato pesantissimo. In estate ha così deciso di annunciare il ritiro.
Non rivedremo più neppure Clara Direz, Ilka Stuhec, Ana Bucik, Andrea Ellenberger, Mirjam Puchner, Johanna Haehlen, Moa Bostroem e diverse altre atlete.
Valerie Grénier si è di nuovo infortunata, verrà operata venerdì una volta rientrata in Canada e non si conoscono ancora i tempi di recupero e neppure la diagnosi precisa. Lindsey Vonn, tornata alle gare lo scorso anno, si è procurata l’ennesimo grave danno alle gambe durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina. Il suo futuro è incerto, si dice e non si dice. Si ipotizza e si fanno proiezioni, anche alla luce del fatto che US Ski Team l’ha tenuta nei quadri federali.

E poi ci sono le azzurre. Sofia Goggia è tornata a sciare da pochi giorni dopo un periodo di riposo e gli esami necessari a seguito dei “malesseri” accusati in Argentina. Nel pieno del raduno sudamericano ha fatto anticipatamente i bagagli per rientrare in Italia. Ora si trova in Val Senales e piano piano sta ritrovando la giusta condizione, che non fa (ancora) rima con prestazione. Ci vorrà tempo, ha deciso di saltare il gigante di Sölden, per provare a partire dalla trasferta di fine novembre e inizio dicembre.
Federica Brignone è tornata in sala operatoria solo il 25 agosto per la rimozione dei mezzi di sintesi. Ha provato a sciare a fine luglio, il dolore era ancora tanto, da lì la decisione di intervenire. I suoi programmi sono ancora tutti da scrivere, con ogni probabilità ritornerà in pista nelle prime due settimane di novembre. Capirà come sta e come proseguire. Più orientata alla velocità o anche al gigante? Solo il tempo consentirà di avere le giuste risposte.
CASA ITALIA
Gianluca Rulfi e la squadra italiana ritrova Marta Bassino, assente per tutta la passata stagione. Ha lavorato bene in estate, le manca però il confronto agonistico. Si respira grande fiducia intorno alla cuneese, ma non si potrà certo pretendere l’acuto sul Rettenbach. Laura Pirovano, reduce dalla miglior stagione di sempre, torna con convinzione anche in gigante, dove tutto è iniziato prima degli infortuni.
Lara Della Mea e Asja Zenere continuano a lottare contro i dolori; la prima ha problemi alla schiena, la seconda ha le ginocchia che danno sempre noia. Entrambe arrivano da una più che positiva stagione, la tarvisiana ha sfiorato il podio in un paio di occasioni, la veneta ha centrato uno straordinario terzo posto nel superG della Val di Fassa. Ripartono da qui, con l’esperienza, per provare a crescere ancora.

Alle loro spalle c’è un gruppetto di giovani che sta lavorando con convinzione. Giorgia Collomb vuole riscattare la scorsa stagione, caratterizzata da qualche pressione di troppo e alcuni problemi fisici. Si è fatta operare alla schiena in primavera, ha seguito nuove tabelle atletiche con un preparatore svizzero e si ripresenta al cancelletto di partenza con rinnovate ambizioni.
Ilaria Ghisalberti, estromessa dai quadri federali, proverà subito a lasciare il segno, poi alcune ragazze come Sophie Mathiou, Alice Pazzaglia, Giulia Valleriani, Sara Thaler, Sara Allemand che hanno ottenuto il posto fisso nelle varie specialità dopo una bellissima stagione di Coppa Europa.
ANNA TROCKER?
Ha dimostrato tantissimo lo scorso inverno, è un grande talento che va gestito nel migliore dei modi e con i giusti tempi. Due titoli ai Mondiali Juniores, un nono e un ottavo posto alle finali di Coppa del Mondo e il fresco ingresso nella prestigiosa scuderia di RedBull, al pari dei grandi campioni. Ha appena 17 anni, durante l’estate ha alternato manche di qualità e altre meno positive: fa parte del percorso di crescita di una giovanissima atleta che potremo ovviamente ammirare già all’opening di Sölden. È partita forte, ma nessuna fretta.
Ci sono poi da considerare Laura Steinmair e Carole Agnelli che sono reduci da belle prestazioni in Coppa Europa e sono in fase di pieno recupero Ambra Pomarè e Giada D’Antonio, reduci dagli infortuni durante il periodo dei Giochi Olimpici.
In attesa del ritorno di Sofia Goggia e Federica Brignone, sabato 24 ottobre la prima sfida della stagione, sul Rettenbach di Sölden. Una gara sempre un po’ particolare, che dà alcune indicazioni prima di entrare nel vivo del nuovo inverno.




