Cresce l’attesa per l’inizio della Coppa del Mondo, ma c’è anche chi guarda già alle grandi classiche della velocità. Dopo i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, la pista Stelvio di Bormio si prepara al ritorno della Coppa del Mondo.
Le emozioni della doppia medaglia azzurra nella discesa a cinque cerchi sono ancora ben impresse nella mente degli appassionati che il 28 e il 29 dicembre potranno tornare ai piedi del celebre pendio per assistere a un altro grande spettacolo.
Non vede l’ora di tornare a gareggiare sull’impegnativa pista Dominik Paris, cittadino onorario della località valtellinese proprio per i suoi straordinari successi.
«È una pista bellissima sulla quale ho vinto parecchie volte e colto tanti risultati fantastici: momenti speciali – racconta il gigante della Val d’Ultimo – C’è un rapporto di fiducia enorme, unico; è sempre un gran piacere per me gareggiare sulla Stelvio, non vedo l’ora che arrivi dicembre. In generale spero di essere competitivo; per ora tutto è andato nel migliore dei modi. Voglio andare forte per tutta la stagione, poi arriverà la Stelvio, sicuramente la pista sulla quale ho maggior fiducia; so come affrontare ogni passaggio della gara».
Ci vuole coraggio per affrontare una Stelvio spesso resa ancora più insidiosa dalle condizioni della neve. Un muro di ghiaccio, dove vibrazioni e sollecitazioni non mancano. «Bisogna avere il coraggio di mantenere gli sci in discesa anche se ci sono le curve, e questo è molto difficile. Bisogna leggerla bene, perché se non attacchi le linee nel modo corretto perdi tantissimo tempo. Si parla sempre di Kitz, ma io dico che se un tifoso o un appassionato vuole vedere qualcosa di veramente tosto deve venire a Bormio».

Giovanni Franzoni conosce meno bene la Stelvio, ma lo scorso inverno si è superato in più di un’occasione. «Mi piace molto questa pista – dice Giovanni Franzoni –, insieme a Kitz e Wengen è la mia preferita. Sulla Stelvio mi diverto, è un tracciato tecnico, è una discesa molto impegnativa anche a livello fisico: è una discesa vera. Ci vuole tanta gamba, perché è una pista sulla quale non puoi “mollare” mai, non hai tratti di scorrimento. È sempre preparata benissimo, è super ghiacciata e molto mossa e queste sollecitazioni fanno sempre tenere la struttura fisica molto in tensione. L’acido lattico entra in circolo in maniera importante».
Gli azzurri non vedono l’ora di tornare sulla Carcentina e lungo il pendio che porta nel cuore di Bormio, mentre è invece già scoccata l’ora degli uomini del comitato organizzatore, impegnati da tempo nella programmazione della gara.
A coordinare la squadra di lavoro c’è la Fondazione Bormio, con l’aiuto e il sostegno, fra le altre, di Regione Lombardia, Provincia di Sondrio e Comune di Bormio, senza dimenticare la Bormio Ski (Società Impianti Bormio). Lo spettacolo della Stelvio sta per tornare.




