Vittoria chiama primato, per Mikaela Shiffrin, che sta riscrivendo ogni tipo di record in questo sport. L’unico che le manca riguarda il numero di vittorie in slalom over 30 anni, per il semplice motivo che 30 li ha compiuti lo scorso marzo. Ecco, quello appartiene ancora a Marlies Schild, leggenda austriaca, ma ci arriverà.
A proposito di Schild: con il successo nello slalom di Gurgl, Shiffrin è arrivata a quota 66 vittorie nella specialità. Fra 4 trionfi, che presumibilmente giungeranno in stagione, Mikaela salirà a quota 70, cioè il doppio della seconda più vincente di sempre nella disciplina, proprio Marlies Raich, che si è spinta fino a 35 e che seppe battere lo storico primato di Vreni Schneider, 34. Sembrano numeri bassi al cospetto della fuoriclasse americana, ma sono comunque clamorosi.
Il record significativo però è un altro: Shiffrin è diventata l’atleta nel panorama della Coppa del Mondo delle discipline olimpiche invernali con il maggiore numero di successi in una singola specialità. Il tassametro delle affermazioni tra i pali stretti recita appunto un sensazione 66, che vale la leadership nella graduatoria ogni tempo ex-aequo con l’asso elvetico del freestyle Conny Kißling, capace di collezionare altrettanti successi nella defunta combinata, diverse decenni fa.
Shiffrin, autrice del miglior tempo in entrambe le manche, vanta ora la bellezza di 103 successi complessivi in Coppa del Mondo, mentre il numero di podi è arrivato a 159, ben 91 dei quali ottenuti in slalom. Va, peraltro, rimarcato come l’Austria rappresenti il terreno privilegiato di pesca con ben 24 vittorie, record assoluto per lo sci alpino con sei lunghezze di margine rispetto a Lindsey Vonn, vincitrice in 18 occasioni sia in Canada, sia in Italia.

Così Mikaela nel post gara a Gurgl: «E’ stata una giornata piuttosto impegnativa. La mia prima manche è risultata molto veloce, ma mi sentivo un po’ sbilanciata e la neve non era molto confortevole. Tra una manche e l’altra ho cercato di immaginare come avrebbe dovuto essere e mi sentivo nervosa, perché sapevo che tutte le altre avrebbero spinto al massimo».
E poi ancora: «Lara ha sciato meglio di me nella prima manche, ma ho trovato il momento giusto in cui i miei sci hanno preso velocità e questo mi ha permesso di portarmi in testa. Il sole ha ammorbidito la superficie per la seconda manche, rendendola meno ruvida, ma bisognava comunque spingere con precisione. La mia seconda è stata la migliore e ne sono contenta. La giovane generazione scia molto bene ed è emozionante farne parte. Ora ho bisogno di allenarmi di nuovo nel gigante e sono davvero entusiasta di andare a Copper Mountain e dormire nel mio letto per la prima volta in una stagione dopo più di dieci anni».





