Crisi slalomgigante, perchè le colpe solo a Vinatzer?

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Chissà perchè ha sempre il dito puntato contro, il fiato addosso, sempre sotto osservazione, sempre a giudicare ogni sua manche. Chissà per qual motivo opinione pubblica e la stragrande maggioranza del mondo dello sci dall’alto livello alla base si concentra quasi ossessivamente su Alex Vinatzer. Cerro, è l’atleta più competitivo in gigante e slalom che abbiamo. E’ per certi versi il più conosciuto, famoso, riconosciuto (e anche per questo arrivano critiche oltre alle lodi e fa parte del gioco, anche se gli insulti in queste settimane apparsi sul web e sui social esprimono la pochezza in stile tifo calcio), ma sembra che dal radar del giudizio escano tutti gli altri. Vinatzer sta attraversando un momento difficile certamente. Non è solido, non è regolare, non è continuo.

Domenica lo abbiamo visto davvero a pezzi a Kranjska Gora, tanto da non intervistarlo, e lascarlo immerso nei suoi dubbi. Momentaneamente ci affidiamo ad aleti di Coppa del Mondo che stentano a qualificarsi, hanno si e no fatto due top quindici in diversi anni di squadra nazionale. Per fortuna dietro si muove qualche cosa, anche se dobbiamo ricordare che Vinatzer all’età dei giovani della B era già un atleta che primeggiava nella massima serie salendo sul podio, che ad esempio tre anni fa (come un 2002 oggi) si metteva al collo ai Mondiali di Courchevel una medaglia di bronzo. Sembra che mezzo bilancio dello sci alpino maschile debba pesare solo sulle sue spalle. Suo l’ultimo podio in slalom, l’anno scorso a Kitzbuhel, suo l’ultimo in gigante, a Beaver Creek ad inizio stagione. Vinatzer adesso deve alzare la testa, come devono farlo tutti gli atleti della squadra A. Ci sono stati diversi problemi nella gestione delle squadre, inutile nasconderlo, in particolare con le dimissioni di due coach in due anni (Simone Del Dio e Mauro Pini).

Qualche cosa non va, anche se noi che da sempre facciamo il tifo per i ragazzi, aspettiamo che da un momento all’altro possa cambiare questa situazione. In piccole occasioni, ma ancora troppo poche, dalla Coppa Europa arrivano segnali. Lavoriamo affinché si possa trasformare questi segni in cose più grandi. Lavoriamo per ritrovare il vecchio Finferlo De Aliprandini, l’audace e talentuoso Pippo Della Vite, portare alla consacrazione quel Tommaso Sala che c’era vicino, capire se Tobias Kastlunger sia davvero capace di meritarsi in mostra nel grande palcoscenico. A proposto di Pini. Dopo le dimissioni c’era la possibilità che lo svizzero si potesse prendere cura di Vinatzer dalla prossima stagione autonomamente. Ipotesi che sembra però tramontana. Se può essere messa per il futuro in dubbio una sorta di team privato all’interno della squadra, bisogna essere consapevoli che una figura di riferimento per Alex è necessaria. Rimane il più competitivo in due discipline, rimane l’unico che va in Norvegia alle finali di Coppa del Mondo a gareggiare in entrambe le specialità. A proposito, solo Vinatzer e Sala si sono qualificati. Un pò pochino.

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