La «fiamma persa» che porta al ritiro: Orecchioni lascia l’attività

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Non importa se sei giovane o se la carta di identità indica qualche anno in più. Se viene a mancare la voglia, tutto diventa più difficile. E la strada più facile, se così si può definire, è quella che porta al ritiro. È quella fiamma che ha perso Paola Orecchioni, atleta francese di 22 anni, che ha deciso di chiudere qui la sua carriera agonistica. «Sì, ho perso la fiamma». Nessuna partecipazione in Coppa del Mondo, nessun podio in Coppa Europa, dove ha collezionato 37 presenze e due diciannovesimi posti come miglior risultato. Un futuro sugli sci all’orizzonte, difficile immaginare di quale portata ma comunque presente, invece ha preferito salutare questo sport. «Che ha plasmato tutta la mia vita – dice – ma quando il dolore, la stanchezza, la perdita di significato, diventano più forti della passione, a volte bisogna saper lasciare andare». 

Non riesce a immaginarsi un futuro senza lo sci, non sa nemmeno da dove iniziare a raccontare questa decisione che ha maturato prendendosi il tempo necessario. «È il momento di riposare, concentrarsi, respirare, ma soprattutto di pensare a me stessa. A forza di chinare la testa, ho finito per dimenticare la motivazione che mi ha spinto a fare tutto questo». 

Paola Orecchioni
Paola Orecchioni ©Agence Zoom

E poi prova a dare un senso a questa scelta, sempre molto difficile: «Non è una decisione presa di testa, è un pensiero presente da tempo, che ho cercato di tenere nascosto per paura. Paura di deludere, di mollare, di non sapere chi sono senza sci ai piedi. Paura della gente che ti guarda. Dire stop è dire addio a un sogno d’infanzia, ma serve anche ad aprire la porta a nuovi sogni, diversi, forse più folli».

Chiude un capitolo, non una storia che potrebbe proseguire chissà in quale modo. È ancora presto, ora. Intanto è il tempo dei saluti e dei ringraziamenti al mondo dell’agonismo. E di rendersi conto di quanto fatto: «Rappresentare la mia nazione è stato un immenso piacere e un’esperienza umana e sportiva indimenticabile – conclude – Non riuscirò mai a ringraziarvi abbastanza per avermi permesso di vivere questo sogno, anche solo per un istante».

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