La Coppa azzurra negli anni Mondiali: l’età del… bronzo (2)

Nell'annata 2016-2017 tornerà la rassegna iridata dell'alpino, a St. Moritz, che già ospitò i Mondiali nel 1974 e nel 2003. Analizziamo i risultati azzurri in Coppa del Mondo: nella seconda puntata spazio agli anni '80, dominati da un solo metallo a livello iridato. Ma a Crans Montana '87 irromperà sulle scene un certo Alberto Tomba...

0
Daniela Zini in azione in slalom gigante @Zoom Agence

Piccola storia a puntate per raccontare come si sono comportati gli sciatori italiani nelle stagioni che comprendevano anche la rassegna iridata (la prossima è prevista a febbraio 2017 a St. Moritz), ricordando che dalla nascita della Coppa del Mondo (stagione 1966-’67, anche se la prima gara si disputò nel gennaio ’67) e fino al 1982 si è tenuta ogni quattro anni (1970, 1974, 1978, 1982); dall’edizione di Crans Montana ’87 i Mondiali si disputano invece a cadenza biennale. Gli anni ’80, almeno fino al 1987, si dimostrano anni di transizione tra l’era della Valanga Azzurra e quella di Alberto Tomba. E sono le slalomiste della Valanga Rosa a tenere alto i colori italiani a Schladming ’82 e Bormio ’85. Prima che il bolognese regali i primi scampoli della sua classe a Crans Montana ’87, anche grazie a… Joel Gaspoz.

SCHLADMING – All’inizio degli anni’80 la Valanga Azzurra è al tramonto. E il grande campione da cui ripartire ci sarebbe eccome, ma purtroppo se lo porterà via la sfortuna: Leonardo David. Così sono le slalomiste azzurre a dare sfoggio delle proprie capacità, da Daniela Zini a Maria Rosa Quario passando per Paoletta Magoni, clamoroso oro olimpico in speciale a Sarajevo 1984. La stagione 1981-1982 è una delle poche, in Coppa del Mondo, che non fa registrare nemmeno una vittoria italiana, né in campo maschile né tanto meno fra le ragazze. Solo otto i podi totali, con l’immarcescibile Paolo De Chiesa (3) e poi Kemenater, Zini (2) e Quario (2). Ai Mondiali di Schladming, replicati poi nel 2013, l’Italia conquista solo un bronzo con Daniela Zini in slalom, e tanti piazzamenti che purtroppo però non valgono il podio: De Chiesa è quarto in slalom per 4 centesimi (sesto Gros), la Quario finisce quinta nella gara del bronzo di Zini, ma aveva chiuso al comando la prima manche; Bruno Nockler è quinto in gigante, Daniela Zini chiude anche settima sempre tra le porte larghe.

BORMIO – Non va molto meglio in Valtellina, nel 1985 (20 anni dopo la replica), quando il grande Rolly Marchi pronosticherà però, tra un piatto di bresaola e uno di pizzoccheri, la fine delle sofferenze azzurre grazie a un certo Alberto Tomba. Come sempre, avrà ragione lui. Ai Mondiali arriva un altro bronzo, solo quello, e sempre dallo slalom femminile, conquistato dalla campionessa olimpica Paoletta Magoni, seconda dopo la prima manche. I vari Toetsch, Edalini, Pramotton ed Erlacher cominciano però a porre le basi per la rinascita azzurra, concretizzata poi con l’avvento di Alberto Tomba, già in squadra C all’epoca. Lo si vede soprattutto in Coppa del Mondo, dove gli azzurri conquistano otto podi al maschile e tornano a vincere in gigante grazie ad Erlacher, in Francia, a inizio annata. Sei podi e un successo anche per le ragazze, grazie all’unico trionfo nel circuito di Paoletta Magoni, a Pfronten. Sarà il suo canto del cigno, o quasi, anche se arriverà fino a Calgary ’88. La Svizzera e Marc Girardelli dominano le classifiche.

CRANS MONTANA – E proprio a Crans Montana andrà in scena l’incredibile mondiale rossocrociato: gli svizzeri, all’apice della loro potenza assoluta, conquisteranno 14 delle 30 medaglie in palio, ma soprattutto otto ori su dieci, lasciando briciole importanti solo a Woerndl (Germania, slalom) e Girardelli (Lussemburgo, combinata). Eppure in quella stagione, a livello di Coppa del Mondo, l’Italia era stata fantastica fino a gennaio a livello maschile, rinverdendo i fasti della Valanga Azzurra: dal 27 novembre 1986 all’11 gennaio 1987, in 14 gare, gli azzurri conquistano tre vittorie e quindici podi (anche in nove gare consecutive, grazie a Edalini, Pramotton, Erlacher, Mair, Tomba, Toetsch, Ghidoni) centrando una storia tripletta in gigante in Badia, il 14 dicembre 1986, con Pramotton che vince davanti ad Alberto Tomba (primo podio) e Oswald Toetsch. Il valdostano guida addirittura la classifica generale di Coppa (poi chiuderà quinto, salendo sul podio anche in superG) e quella di specialità in gigante (sarà alla fine terzo). A livello femminile la squadra è invece ai minimi storici e andrà completamente rifondata. Accadrà da lì a tre anni grazie a una certa Deborah Compagnoni, per altro presente ai Mondiali di Crans Montana per fare esperienza, 16enne… Attenzione però, non ci siamo dimenticati dell’unica medaglia conquista dalla spedizione azzurra in Svizzera, tornando ai Mondiali: in gigante tutti aspettano Richard Pramotton, che deraglia, e spunta invece Alberto Tomba, terzo dopo la prima manche e poi anche alla fine, grazie però al clamoroso harakiri di Joel Gaspoz a poche porte dal traguardo: con l’oro già in tasca, sul piano finale, lo svizzero esce e il bolognese centra il primo podio iridato della sua carriera dietro Pirmin Zurbriggen (oro) e Marc Girardelli (argento). Saranno suoi tostissimi avversari per quasi tutta la carriera. Ma nessuno può anche solo immaginare quello che sta per accadere nove mesi più tardi, in Coppa del Mondo…

(2 – CONTINUA)

LA PRIMA PUNTATA