Tina Weirather: «Avrei un sogno…»

La campionessa del Liechtenstein, figlia d'arte, si confessa a cinque mesi dal via della stagione 2016-2017

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Tina Weirather @Zoom Agence

Ha aperto e chiuso alla grande l’ultima stagione di Coppa del Mondo. Fosse stata competitiva anche nei mesi centrali, avrebbe probabilmente lottato fino alla fine con Lara Gut per la conquista della classifica generale. C’è ancora tempo per farlo. Tina Weirather, super figlia d’arte, classe 1989, talento sopraffino, sfortunatissimo (quattro operazioni alle ginocchia), ma capace comunque di conquistare 26 podi nel circuito in tre specialità diverse e di rialzarsi sempre dopo le ‘cadute’, si racconta al sito ufficiale FIS. Ecco in sintesi le sue risposte.

PAROLA DI TINA – «Sono felice per la mia stagione 2015-2016 – dice Tina -, soprattutto per il secondo posto nella classifica di superG. In discesa invece non sono riuscita a fare bene e mostrare il mio potenziale. Ho un nuovo allenatore dallo scorso anno e so che ci vuole tempo per i cambiamenti che abbiamo apportato su tutte le discipline che disputo. Le mie vittorie? Bellissime entrambe. A La Thuile ho reagito bene dopo la gara più brutta della carriera, a St. Moritz ho probabilmente realizzato una delle prove migliori di sempre in superG. Infortuni? E’ dura recuperare, ovviamente, ma ho sempre cercato di pensare positivo, continuando a lottare. E sono sempre stata onesta con me stessa. Se hai solo cattivi pensieri, tutto diventa più difficile; se cerchi di analizzare cosa è andato male e perché, lavorando per migliorarti, è diverso. Non bisognerebbe stare a guardare troppo il successo, ma il processo intero che ti ha portato eventualmente ad avere successo. Il lavoro con la Svizzera? La squadra funziona bene, non solo le atlete lavorano al meglio, ma anche i tecnici. Sono contenta di essere dentro Swiss-Ski, lo spirito che si respira è positivo. Obiettivi per il 2017? Fare bene in Coppa e ovviamente ai Mondiali. Voglio raggiungere il top della condizione per affrontare al meglio l’intera stagione. Un sogno nella mia mente ce l’avrei, conquistare una medaglia importante o una Coppa, ma mi concentro sul lavoro giornaliero».