Buttarsi giù a oltre cento chilometri orari sulla Stelvio di Bormio oppure sulla Streif di Kitzbühel non è proprio la stessa cosa che stare seduti alla scrivania a produrre capi di abbigliamento. Pietro Vitalini, per anni nella squadra allora definita Italjet, è comunque riuscito a far tesoro di quelle esperienze e a trasferirle e trasformarle all’interno dell’azienda di abbigliamento sportivo che prende il suo nome. Anzi, il suo cognome.

Sono trascorsi anni eppure Pietro si ricorda ancora molto bene un allenamento in Norvegia, letteralmente sotto la pioggia. Quella secca, insopportabile, che in una seggiovia ti rende fradicio da testa ai piedi. Quel giorno i norvegesi erano vestiti di tutto punto a fare allenamento quasi come se nulla fosse, lui era stato costretto a rientrare, zuppo dopo dieci minuti. Pietro Vitalini non scia più da vent’anni, ma conosce perfettamente quello di cui necessita un ragazzino di uno sci club o un tecnico che per ore rimane a bordo pista. Capi tecnici, giacche e pantaloni che tengono l’acqua. E così la prima prerogativa è la tenuta: almeno 20.000 colonne d’acqua. Sui capi esterni s’intende, perché sugli strati interni meglio agevolare la traspirabilità. Le prime collezioni a firma Vitalini Performance risalgono al 2005, il vero cambio è però arrivato sette anni dopo. «Siamo partiti da poche basi per poi sviluppare le conoscenze con il tempo, fino ad arrivare a una discreta presenza sul mercato». Italiano ed estero, con esportazioni in tutta Europa, Canada, Stati Uniti e Giappone. Una crescita costante, facendo del prodotto personalizzato il proprio core business. Non importa se di uno sci club, di una scuola sci, di un gruppo di 20 persone o di 250. Con le più innovative tecniche di produzione, l’azienda di Sant’Antonio, a metà strada tra la Deborah Compagnoni di Santa Caterina Valfurva e la Stelvio di Bormio, riesce a gestire ogni richiesta. E quando si tratta di capi personalizzati nelle grafiche, nei loghi e nei dettagli, tutto diventa più complicato. Serve una strategia per avere una produzione strutturata. A scandire il flusso degli step necessari a ottenere il prodotto finito è una lavagna che occupa una grande porzione di muro, sulla quale vengono messe in evidenza le commesse, la loro tipologia e le scadenze. È a disposizione del commerciale, del marketing, dei grafici che disegnano senza sosta e che stanno affinando gli ultimi dettagli perché d’ora in avanti i bozzetti saranno forniti in 3D. Ognuno ha un compito ben preciso, Pietro tiene a sottolineare che prima tutto Vitalini è una grande famiglia che quando c’è bisogno di dare una mano altrove non si tira indietro. D’altronde ci sono periodi in cui si tira il fiato, altri in cui è necessario accelerare per garantire quanto definito in precedenza.

Lo racconta con orgoglio e con un sorriso, spiegando anche che i modelli di punta delle collezioni superano le 250 varianti. No, la gestione non è semplice, specie se si aggiungono tute da gara, softshell, mantelle, pantaloncini warmup. C’è di più perché ora oltre al mondo neve si affianca un’altra nuova collezione, quella dedicata alla bicicletta, con capi di abbigliamento e accessori che sono entrati di diritto nei nuovi punti vendita. Inutile aggiungere che anche in questo caso tutto è personalizzabile nelle grafiche e nei loghi, andando così a creare un’identità unica dello sci club o della società sportiva, che può indossare i suoi colori preferiti dalla mattina alla sera, sulle piste da sci, al campo di atletica o nei momenti di riposo. In casa Vitalini il motto è noi ti vestiamo da cima a fondo. Vitalini si ferma lì, arrivando fino alle protezioni per gambe, braccia e a un paraschiena che presenterà un particolare connubio tra materiale utilizzato e livello di protezione. L’azienda è nata per servire i club, ora però ha anche un’altra novità: è infatti disponibile una linea per il tempo libero, arrivata dopo aver recepito le richieste del mercato. «Genitori di atleti, amici e persone vicine a questo mondo hanno apprezzato la qualità dei prodotti racing, dandoci l’input per creare qualcosa di dedicato, ugualmente tecnico. Diversificando le collezioni possiamo dire di avere un prodotto per ogni esigenza». Nella collezione club non passano inosservati alcuni capi davvero curiosi: il One-Piece che ci fare un salto nel tempo, un tutone unico a tre strati che piace ai giovani anche per la sua praticità, e che è tornato a vedersi nei parterre di Coppa del Mondo; il secondo è simile per concetto ed è lo Speedone, un tutt’uno di gilet e pantaloncino termico per chi non utilizza mai la giacca. «Design che sono nati partendo dalle richieste dei ragazzi, capi innovativi». A proposito di innovazione, dopo anni di ricerca e sviluppo, Vitalini ha lanciato in modo virtuale una giacca dalla superficie intercambiabile (foto pag. 26). Avete presente il mondo delle cover degli smartphone, fatto di colori e grafiche differenti? Esattamente la stessa cosa: si parte da una base realizzata in piumino nero con tasconi, cappuccio e maniche, una composizione fissa. Lo strato di tessuto che avvolge la parte centrale del corpo, addome e schiena, è personalizzabile e intercambiabile attraverso un sistema di cerniere, comodo e invisibile a operazione conclusa.

Ecco che in pochi minuti si può rivoluzionare il look della giacca, con una grafica completamente diversa, continuando però a indossare lo stesso capo. Molti si chiederanno a che cosa serve, Vitalini risponde con due motivazioni. Un club, una scuola sci o una società impianti potrà per esempio decidere di cambiare lo strato aggiornando i loghi degli sponsor oppure semplicemente i colori; chi invece ama avere sempre un look perfetto, senza velleità agonistiche, potrà sfoggiare giacche diverse durante l’inverno, appunto un po’ come spesso accade con i cellulari di ultima generazione. Anche in una stagione difficile per gli sport invernali, negli uffici della Valfurva non si resta fermi e si lavora con fiducia. In cantiere anche il comparto delle protezioni: i parastinchi sono già sul mercato, continua invece lo sviluppo del nuovo paraschiena e del corpetto paracolpi. Con un occhio anche all’antitaglio dal comfort elevato, un’altra richiesta che arriva dagli agonisti.

Un mondo al quale Vitalini dedica attenzione, perché nella mission aziendale non vi è solo la produzione e la commercializzazione dei prodotti, bensì anche l’organizzazione di attività ludiche e sportive mirate alla crescita dei giovani. Ne è una dimostrazione il Vitalini Speed Contest che da qualche anno fa da contorno anche ad alcune tappe della Coppa del Mondo e che è ormai diventato appuntamento di interesse non solo in Italia. In questi mesi ha subìto una lieve battuta d’arresto per via dei protocolli sanitari, Pietro Vitalini e il suo staff però ci credono e vanno avanti, tanto che nell’ultima estate a Falcade è nata una versione estiva in collaborazione con Neveplast. «Reinvestiamo nell’attività giovanile e crediamo molto in questi progetti, diamo ai giovani la possibilità di crescere, d’inverno con un contest per provare l’ebrezza della velocità, d’estate con una versione che può per esempio aiutare a migliorare il gesto tecnico delle partenze».