Storico tris olimpico di Mayer, sprofonda l’Italia

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L’uomo dei grandi appuntamenti arriva puntuale con la sua zampata d’oro. Matthias Mayer è il neo campione olimpico di superG. Si era già tolto la soddisfazione ieri, colorando la discesa di bronzo. Oggi nel superG ha voluto continuare il suo filotto di ori che va avanti ininterrottamente da Sochi 2014, quando vinse il titolo in discesa. E poi l’oro nel superG di PyeongChang, quattro anni fa, confermato poi quest’oggi con un’altra prova magnifica e un ultimo settore incredibile. Oro storico per Mayer che eguaglia Alberto Tomba, Toni Sailer e Jean Claude Killy.

Dominik Paris ©Agence Zoom

A Yanqing, finalmente in una giornata di temperature clementi, il sole illumina la sciata dell’austriaco e scioglie come neve l’Italia, che non si vede nelle prime quindici posizioni. Una giornata difficilissima per i jet azzurri, che mal hanno digerito una pista non così impegnativa, ma con passaggi comunque tosti e da interpretare nel modo corretto per essere veloci. Dominik Paris è sprofondato come non mai, finendo addirittura ventunesimo a 2″68 dalla medaglia d’oro. Christof Innerhofer ha fatto un’altra gara a metà, finendo di nuovo fuori e senza vedere il traguardo per il secondo giorno consecutivo. L’unico al traguardo è stato Matteo Marsaglia, diciottesimo a 2″28 e al centro dell’ormai nota questione sui contingenti.

L’Italia si lecca le ferite, l’americano Ryan Cochran-Siegle ride di gusto e va vicinissimo al colpaccio: argento a soli 4/100 di ritardo da un Mayer che sembrava imprendibile. Una bellissima medaglia per lo statunitense, ritornato dopo il terribile incidente dello scorso anno. Segnali positivi erano arrivati a Bormio, quando concluse quarto, oggi il coronamento di un sogno.

Ryan Cochran-Siegle ©Agence Zoom

Aleksander Aamodt Kilde risponde presente, ma non come avrebbe voluto. Conquista una medaglia di bronzo (42/100 il ritardo) e per certo non è del colore che aveva immaginato. Sale comunque sul podio, appena davanti al connazionale Adrian Smiseth Sejersted. E Marco Odermatt? È uscito mentre si giocava una medaglia: ha tirato dritto fuori dal traguardo, avvolto da una grande delusione. Mai quanto quella di Dominik Paris.

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