Federica Brignone ©Andrea Chiericato

Ma come sta alla fine Federica Brignone? Voci contrastanti sullo stato di salute della gigantista di La Salle, soprattutto, bocche cucite intorno. Poche parole dal suo entourage, mai ufficiali. Ieri in un comunicato stampa istituzionale dal web della federazione l’azzurra ha affermato di essere in miglioramento. Federica, che ricordiamo essere rientrata dal Cile in anticipo per uno stato infiammatorio inguinale più grave del previsto, è stata sottoposta nuovamente ad una risonanza magnetica a Milano. L’indagine, la seconda effettuata, parrebbe sulla linea della precedente. Insomma, l’infiammazione c’è, anche se Federica sembra allontanare l’ipotesi di non gareggiare nel primo atto del gigante di Soelden proprio fra due settimane. Il vero problema di una infiammazione del genere, come già ci aveva detto il prof. Herbert Schoenuber, è che apparentemente l’atleta può non sentire dolore anche se l’infiammazione è ancora in corso e provare così ad allenarsi e gareggiare come se nulla fosse. Invece il dolore può risorgere in tempo brevi, dal momento che se il fisico lavora in un certo modo, non va ad aiutare il riassorbimento totale dello stato infiammatorio.

I CONTRO DI UN RIENTRO CELERE – E come sarebbe allora allenarsi in Senales sulla impegnativa Leo Gurschler? Un pendio così esigente le farebbe bene? Una pista ghiacciata, ripida, un allenamento pre gara quindi da svolgere a tutta, non le farebbe riacutizzare il dolore? Intanto, nonostante in un primo momento Brignone era inserita nella convocazione per lo stage in Senales, si è deciso di aspettare qualche giorno prima di tornare a sciare e continuare invece con il percorso riabilitativo attraverso la fisioterapia. Inoltre parrebbe che dallo staff tecnico ci sia scetticismo sulla partecipazione all’opening austriaco. Non tanto per il dolore, in linea teorica fra l’altro a sciare quel tipo di risentimento fa meno male che a correre o a calciare, ma c’è paura che senza un riposo efficace il dolore possa ripresentarsi di nuovo. Non sarebbe allora un rischio accelerare il recupero per Soelden? Ricordiamo che siamo nell’anno dell’Olimpiadi e l’appuntamento clou della stagione è a febbraio, non a fine ottobre. Vedremo.

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