Herbert Schoenhuber nel suo studio in Physioclinic ©Gabriele Pezzaglia

C’è traffico in Physioclinic. Mattia Casse, dopo due ore in piscina, lascia il centro milanese e torna a Bergamo. Lo aspetta un pomeriggio in palestra a fare parte alta. Esce Casse, entra Federica Brignone. Sempre in piscina, sempre alle prese con esercizi riabilitativi. Intanto scorgiamo il prof. Herbert Schoenhuber, presidente della commissione medica FISI, da quarant’anni nel mondo dello sport ed in particolare di quelli invernali, maestro del dott. Andrea Panzeri che della commissione è il vice presidente. Insomma, uno che se ne intende Herbert. Chiediamo allora al prof. la situazione in merito all’infortunio di Federica Brignone, dal momento che fra un mese andrà in scena sul ghiacciaio austriaco di Soelden il primo atto della Coppa del Mondo con il tradizionale gigante. Federica, come già scritto in precedenza, è rientrata in anticipo dalle nevi sudamericane per questo problema.

IL PUNTO DI SCHOENHUBER – Eccolo Schoenhuber: «La risonanza effettuata parla chiaro. C’è un trauma tendineo all’inserzione dell’adduttore. Adesso sono necessari lavori di fisioterapia in piscina e riposo, nulla di più al momento. Dalla risonanza si vede bene l’infiammazione. Intorno al 18 – 20 ottobre si eseguirà un’altra risonanza e valuteremo la reale condizione. A volte, può capitare, che il dolore può scomparire, ma l’infiammazione rimane e in questo modo anche il dolore può ritornare». In che condizioni si presenterà al cancelletto di partenza di Soelden Federica? La corsa per il recupero intanto è partita.

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