'Simo' e quel sogno infranto a meta'

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Forse sarebbe stata troppo bella per essere vera. Sarebbe stata la medaglia giusta al momento giusto. Un sogno infranto a metà, un urlo di gioia strozzato in gola. Un podio olimpico omaggio alla carriera ricca di risultati, premio alla dedizione con cui si è rialzato dopo gli infortuni, all’ umiltà di uno mai fuori dalle righe, e soprattutto, alla signorilità per non aver mai cercato scuse e scappatoie.

TUTTA L’ITALIA PER SIMO – Tutti facevano il tifo oggi per Davide Simoncelli, anche se qualcuno forse ha ‘gufato’ duro sul divano di casa. Rosa Khutor si è ammutolita quando ‘Simo’ ha tagliato il traguardo. Il primo intermedio come un campanello d’allarme, il secondo come una sentenza gravosa, il terzo come una condanna definitiva. E poi il silenzio del parterre fra i pochi italiani presenti, in questo inizio di pomeriggio russo fra un sole timido e una brezzolina umida. Davide era terzo dopo la prima manche, alla fine ha chiuso con un deludente diciassettesimo posto.

ARRABBIATO E DELUSO
– «Sono arrabbiato, deluso, rammaricato. Non mi aspettavo questo risultato dopo la prima manche, ero entusiasta e quasi incredulo. Poi non sono riuscito a rimanere davanti. Ho fatto un errore all’inizio del primo muro che poi mi sono trascinato per tutta la gara. Ho perso il ritmo, non sono stato capace di ritrovarlo». E fra le due manche? Tensione? Paura? «Macchè, ero sereno, tranquillo. Sentivo la gara nel senso che siamo alle Olimpiadi ma in altre occasioni in Coppa del Mondo, anche partendo sesto o settimo, altre volte ero più teso. No, non è questo il problema». Simoncelli è arrabbiato e si vede. Con i bastoni in mano strazia la rete arancione che ci divide visti i controlli e le aree olimpiche, fra l’altro definite in modo quasi maniacale e spesso inutile. «Era un’occasione, non sono riuscito a sfruttarla. Questo mi rammarica, anche perché dall’inizio della stagione, pur essendo forse ancora lontano dai vertici, avevo fatto passi avanti considerevoli e mi stavo ritrovando. Purtroppo è andata..».

FUTURO INCERTO – E ora ‘Simo’? Il futuro del poliziotto di Rovereto è ancora un punto di domanda. «Non lo so, ci penserò. Un po’ mi mancano motivazioni e voglia. Devo decidere a fine stagione. E non per questo risultato. Anche prima di questa giornata ero contento di quello che ho fatto in questa lunga avventura. Poi certo, oggi un po’ brucia…». Lascia la finish area di Rosa Khutor. Incontra Luca De Aliprandini, un giovane che ha messo fin da subito sotto la sua ala protettiva, e sorride: «Brucia sì, ma alla fine era una gara…».

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